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Polizze 'truccate', sgominata banda criminale: 300 stipulate a Parma

Il gip di Cremona Guido Salvini ha emesso 4 ordini di custodia cautelare in carcere per associazione a delinquere. Sarebbe stata presentata documentazione falsa di residenza al Nord per pagare un terzo del premio

Sarebbero 300 le polizze 'truccate' stipulate a Parma e destinate, secondo l'accusa, a persone residenti in Campania, dove i premi sono anche di tre volte superiori. La vicenda ha portato all'emissione di quattro ordini di custodia cautelare per associazione a delinquere, truffa ai danni dello Stato e altri reati, emesse dal gip di Cremona Guido Salvini, su richiesta del procuratore Roberto di Martino, nei confronti di altrettante persone residenti in Campania.

In tutto le polizze sarebbero 700 le polizze, stipulate tra Lombardia ed Emilia e poì 'girate' in Campania, in modo da poter pagare un terzo del premio previsto. Centinaia di polizze acquistate dal Consorzio Autotrasportatori Italiani con documentazione falsa che attestava la residenza dell'assicurato al Nord. Così avrebbero causato danni ingenti alle compagnie di assicurazioni ma anche al Sistema sanitario nazionale e al Fondo per le vittime degli incidenti stradali, a cui è destinata parte del pagamento dei premi.

"Le modalità con cui l'attività di frode è stata dispiegata non solo a Cremona ma in più province dell'Emilia denota schemi operativi assimilabili a quelli della criminalità organizzata". A scriverlo è il gip di Cremona Guido Salvini nel disporre il carcere per quattro persone arrestate degli agenti della Polizia stradale della città lombarda, con l'accusa di aver frodato le assicurazioni stipulando polizze nel Nord Italia per pagarle fino a un terzo in meno rispetto alla Campania, dove invece risiedevano gli assicurati.

Tutti gli indagati "come risulta da certificati penali, hanno riportato una pluralità di condanne in taluni casi anche di significativa gravità" secondo il gip il quale osserva che "é molto probabile che tutti traggano prevalentemente sostentamento da vari reati e soprattutto è necessario considerare che quasi con certezza il gruppo che hanno costituito non è isolato ma rappresenta il terminale di una organizzazione di maggior spessore". "Lo studio delle modalità operative, l'acquisizione della documentazione fittizia o falsificata - annota il gip - e i contatti con i 'clienti' in provincia di Napoli (probabilmente in buona parte consapevoli di concorrere ad una truffa) cui rivendere le polizze comportano una serie di complicità e di appoggi che sinora non sono venuti alla luce".

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