Astaldi tratta gli stipendi di Italtunnel. Niente garanzie per Milano Fondazioni

Per i dipendenti Italtunnel, che hanno bloccato la Pontremolese, l'azienda si impegna a trovare una soluzione. Per i colleghi di Milano Fondazioni, che protestano sotto la Provincia, per ora nessuna speranza

La protesta di stamattina davanti alla Provincia di Parma

Italtunnel, Milano Fondazioni, Fondazioni Speciali, Sicos: 470 dipendenti; un unico gruppo, l’Italterra che non paga gli stipendi da luglio. In Provincia stamattina il maggiore cliente di Italtunnel, l’Astaldi, è stato convocato dalle istituzioni per far fronte alla retribuzione dei dipendenti del suo fornitore. L’azienda decide oggi di trattare dopo il blocco totale dei lavori. Da ieri infatti il cantiere Astaldi sulla Pontremolese è stato paralizzato dai lavoratori dell’Italtunnel che chiedono garanzie occupazionali e retribuzione.

“L’Astaldi ce la sta mettendo tutta, – annuncia ai lavoratori il vicepresidente della Provincia Pier Luigi Ferrari – registriamo una buona disponibilità, stiamo cercando un’intesa. La galleria (ostruita dagli operai in sciopero ndr) è una priorità per il territorio”. Un’intesa per Italtunnel. Ma per Milano Fondazioni, azienda al servizio del gruppo Italterra per gestione magazzino e manutenzione, non si prospetta nessuna speranza. Non hanno clienti, essendo l’azienda di servizi del gruppo. E pendono dalle labbra del giudice fallimentare al quale sono stati consegnati tutti i libri contabili delle imprese del gruppo.

Siamo in 37. Lavoriamo a Noceto – dichiara uno dei dipendenti di Milano Fondazioni che protesta in piazzale della Pace – e da ieri siamo in presidio permanente davanti l’azienda. Sciopereremo fino a venerdì, poi aspettiamo se il giudice accoglierà l’istanza di concordato di continuità permettendo a l’intero gruppo di sopravvivere. Non credo che però la magistratura risponda positivamente dopo che a Milano ci hanno negato il certificato antimafia”.

Il certificato antimafia per l’appalto dell’Expò. Altro nodo del gruppo Italterra, nello specifico di Fondazioni Speciali. L’azienda il 29 settembre è stata colpita da un provvedimento della Prefettura di Milano che non ha rinnovato il certificato antimafia interdicendola dai lavori dell’Expò. No certificato, no lavoro: cantiere fermo. Un effetto boomerang per il gruppo Italterra.

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L’ex presidente dell’impresa del gruppo incriminata, Guglielmo Magnani, è sceso in piazza al fianco dei lavoratori. Anche lui sotto il palazzo della Provincia ha protestato alla presenza del vicepresidente Ferrari affermando che “il rinnegarci il certificato antimafia è un provvedimento fantomatico. L’azienda è stata sempre un’azienda seria. Seria e pulita”. Applausi dai lavoratori in sciopero. Per il salario non si attende più la fine del mese, ma il responso del TAR.     
 

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