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Italtunnel, proposta d'affitto? Sindacati: "Priorità agli operai"

Dopo la proposta di pagamento parziale da Astaldi rifiutata dai lavoratori, sul tavolo l'offerta d'affitto di un ramo d'azienda da una ditta milanese che però riguarderebbe solo la forza lavoro e non il management

Stiamo gestendo gli effetti di una crisi di liquidità che ha portato l'azienda a non avere più incassi e a non poter più pagare i dipendenti". Queste le parole del sindacalista Filca Cisl Mauro Toscani sulla vertenza Italtunnel che tiene in bilico il posto di lavoro di centinaia di persone che, per questo hanno scelto di indire una protesta. Italtunnel, assieme tra gli altri a Fondazioni Speciali, Milano Fondazioni e Sicos, fa parte del Gruppo Italterra. Nonostante le difficoltà in atto, acuite anche dalla revoca del certificato antimafia da parte della Prefettura di Milano nei confronti di Fondazioni Speciali, Italterra non avrebbe voluto ascoltare la proposta di affitto di un ramo d'azienda, avanzata da un'impresa di Milano. I motivi, secondo quanto riferito da Toscani, sarebbero legati all'interesse da parte della ditta milanese, a tenere in piedi la forza lavoro, composta da operai e addetti altamente competenti, ma non sarebbe interessata al management.

Un muro, quello che anche i sindacati Filca Cisl, Fillea Cgil e Feneal Uil si sarebbero trovati davanti nel tentativo di presentare la proposta d'affitto dell'azienda, che si era rivolta a loro dopo il vano tentativo di dialogo diretto con i vertici di Italterra. Si tratta di una vertenza particolarmente delicata perchè coinvolge un grande numero di lavoratori e perchè richiede una fase di mediazione tra le parti per il raggiungimento di una risoluzione.

Nei giorni scorsi si è tenuto un incontro in Prefettura. Astaldi ha avanzato la proposta di un pagamento parziale degli arretrati agli operai, ma l'ipotesi non è stata accolta dai lavoratori che hanno deciso di proseguire con la protesta. Nodo che complica la vertenza la richiesta da parte di Italtunnel di un concordato preventivo. Il passo che i sindacati intendono fare, oltre ad appoggiare lo sciopero avviato dai lavoratori lo scorso 2 ottobre bloccando il  cantiere della Pontremolese, è quello di promuovere un incontro tra le parti, una sorta di tavolo congiunto alla presenza, oltre che dei rappresentanti sindacali dei lavoratori, dei vertici di Italterra e dei rappresentanti della ditta milanese interessata all'affitto di un ramo d'azienda. "La nostra priorità – sottolinea Toscani, Filca Cisl – è quella di tutelare il più possibile il posto delle centinaia di operai e addetti che da tempo non ricevono lo stipendio, non ci interessa tutelare il management, vogliamo salvare il posto di lavoro delle centinaia di persone che vivono da tempo una fase di incertezza sul proprio futuro".

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