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Infanzia, troppo cemento e aria malsana per i bimbi di Parma

Presentato da Save the Children il primo Atlante dell'infanzia in Italia. Buona performance della provincia ducale nella spesa per i servizi ai più piccoli che per il 15% sono stranieri. Maglia nera per suolo e ambiente

Un "tesoro" di oltre 10 milioni di bambini, di cui 1.756.000 in povertà: Save the Children presenta, nella sede della Banca d'Italia, il primo Atlante dell'infanzia in Italia. Attraverso più di 70 mappe e il sito www.atlanteminori.it, l'Atlante contiene le principali informazioni sugli under 18 nel nostro Paese: dalle città più 'giovani' ai nomi più diffusi, dai minori a rischio sfruttamento a quelli poveri, dalle città più inquinate al verde pubblico, dagli asili nido alla dispersione scolastica. Ecco cosa è emerso per Parma e provincia.

Nel 2009 i minori di cittadinanza straniera hanno sfiorato il milione di individui (932 mila). Il gruzzolo portato in dono dagli immigrati ha il duplice effetto di bilanciare il calo della natalità e di attenuare il processo di invecchiamento della popolazione italiana. Le donne di nazionalità straniera fanno in media più figli delle donne italiane (in un rapporto di 2,05 contro 1,33), e nel 2009 hanno dato alla luce quasi 100 mila bambini (di cui 77 mila nati da genitori entrambi stranieri). Per questa stessa ragione ci sono più "tesori" (bambini, ndr) in rapporto alla popolazione adulta nella popolazione di origine straniera (22%) che tra gli italiani residenti (16,9%). Senza il contributo dei cittadini stranieri, nel 2009 l’Italia avrebbe visto diminuire la sua popolazione.

Il peso dei minori stranieri sul totale dei minori italiani è pari all’8% e supera l’incidenza della popolazione straniera sul totale dei residenti (6,5% a livello nazionale). In alcune province della Lombardia, dell’Emilia, e del Veneto (Modena, Reggio Emilia, Parma, Piacenza, Mantova, Cremona, Lodi, Brescia, Treviso e Pordenone) l’incidenza dei minori stranieri sui minori italiani oltrepassa il 15%: un tesoro su sei è straniero per l’anagrafe.

Buona performance della provincia di Parma per quanto riguarda la distribuzione della spesa sociale pro capite per asili nido, servizi per l’infanzia e per i minori. Il nostro territorio si attesta al terzo posto, dietro Trieste e Bologna, con 66 euro.

Terzo posto, ma stavolta in negativo, nella graduatoria di incremento annuo della superficie impermeabile in ettari tra la prima (1998-1999) e la seconda rilevazione (2005-2007). Parma, dopo Roma e Venezia, è la città dove il cemento ha occupato più suolo pubblico, anche se il dato è fortemente influenzato dalla costruziuone della linea ferroviaria ad alta velocità.

Le principali città italiane non sono a misura di bambino: ci sono molte più macchine che minori, pochi mezzi pubblici e piste ciclabili; il verde pubblico fruibile attrezzato è spesso ridotto al lumicino, e la qualità dell’aria è tra le peggiori d’Europa. Purtroppo Parma e tutta l'area della pianura padana si confermano "maglia nera" per la qualità dell'aria, come avevano anticipato in un articolo della Gestione Corretta Rifiuti dello scorso 26 ottobre.

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