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La strage di Gaziantep (Foto Ansa)

La strage di Gaziantep (Foto Ansa)

"Io nell'inferno di Gaziantep: vedo la morte negli occhi"

L'ennesimo attentato suicida nella cittadina turca è avvenuto domenica sera durante il matrimonio di un membro del partito filo curdo di sinistra, è costato la vita a 51 persone. La testimonianza di Irene, una ragazza parmigiana residente nel luogo del massacro

Gaziantep è la citta turca che domenica sera ha subito l'ennesimo attacco terrorista da parte di un giovanissimo kamikaze, di circa 12 anni, che ha ucciso 51 persone e provocato decine di feriti. L'attacco è avvenuto durante il matrimonio di un' esponente del partito di sinistra filo curdo Hdp, sopravvissuto al tragico evento insieme alla sposa.

Gran parte degli attentati avvenuti in Turchia nell'ultimo anno, e mai rivendicati, sono avvenuti durante feste o raduni dove partecipavanano membri o esponenti del partito Hdp. Ricordiamo l'attacco ad Ankara di ottobre 2015 costato la vita a 100 persone o quello di Suruc dove morirono 30 membri dell'organizzazione giovanile dell'Hdp.

La città di Gaziantep si trova nella turchia meridionale ed essendo confinante con la Siria ha una gran parte della popolazione di nazionalità curda (in Turchia la popolazione curda è formata da più di 20 milioni di persone), negli ultimi mesi è stata oggetto di altri attacchi terroristici di minore intensità di quello di domenica ma che portano la popolazione a vivere sotto uno stato di paura costante.

Il partito democratico filo curdo Hdp salito come minoranza governativa alle elezioni parlamentari del giugno 2015 è stato accusato più volte da Erdogan di essere sostenitore di Ocalan, il fondatore del Pkk.

L'attentato di domenica, come altri avvenuti in Turchia negli ultimi anni, non è stato rivendicato dall'Isis anche se le fonti ufficiali governative continuano a puntare il dito contro il califfato nero e lo stesso Pkk (i guerriglieri curdi in lotta contro gli jihadisti dell'Isis). Una situazione di enorme difficoltà e disordine, difficile da gestire e da comprendere. Abbiamo cercato di capire come può sentirsi una cittadina italiana residente da qualche anno nella città di Gaziantep intervistando Irene, parmigiana di 30 anni.

Quali sono le sue notizie sull'attentato kamikaze avvenuto a Gaziantep?

"Innanzittutto é proibito in Turchia pubblicare notizie relative all'evento che non siano 'somministrate' dal governo. Quindi cio' che é pubblicato é cio' che dicono loro e creano un gran caos attribuendo la colpa a Isis insieme a PKK e Fetullah Gulen mettendo tre cose insieme per fare un calderone mistificatorio di tre realta' che non c'entrano proprio nulla l' una con l'altra. Il matrimonio era nel quartiere di Düztepe, un quartiere popolare abitato da molte etnie ed anche da una rilevante componente etnica Curda Alevita.

Gli Aleviti sarebbero una branca del musulmanesimo ma in realta' sono piu' che altro ciò che rimane di un retaggio matriarcale delle culture nomadiche prima dell'avvento del musulmanesimo. C'é un caldo pazzesco quindi la festa si é celebrata per strada, capita spesso qui. Ancora non é confermata da prove schiaccianti comuque Erdogan ha detto che si é trattato di una cintura esplosiva azionata da un bambino/a di 11-14 anni. La maggior parte delle vittime sono bambini. La famiglia é legata al partito HDP, uno degli esponenti del partito é morto durante l'attacco. Ora facciamo un passo indietro: la faida curda si sta riaprendo per via del fatto che i curdi prendono piede in Siria. L' incubo della Turchia, nononstante il leader Ocalan avesse dichiarato la fine delle ostilità ed invitato i curdi a deporre le armi al newroz dell' anno scorso".

Come sta vivendo la tua esperienza in Turchia?

Io non ho paura di morire. Io ho paura di vivere un esplosione, non morire, vivere con la morte davanti agli occhi.

E' cambiato qualcosa da quando è arrivata circa due anni fa? Restrizioni, censure? Come vive la sua vita quotidiana?

"Dunque ci sono due livelli : dal punto di vista ''istituzionale'' non é cambiato nulla, siamo sempre in regime di emergenza quindi devi avere il passaporto e ci sono dei checkpoint fuori dalle città ma nulla di straordinario. Dal punto di vista delle organizzazioni internazionali che vivono qui invece vedo crescere le restrizioni. La Farnesina nell' ultimo anno mi ha già chiamato 3 volte, le varie agenzie non governative hanno restrizioni per i loro dipendenti internazionali: coprifuochi, divieto a partecipare a feste o andare nei locali che, invece, crescono straordinariamente. Ci sono molti p?ù locali con alcol anche molto belli e all'aperto. C'é molta effervescenza ''democratica'' in giro, i turchi si vantano di aver fermato il colpo di stato a mani nude, ci sono bandiere turche su ogni balcone e su molte macchine. L' “effervescenza democratica'' post colpo di Stato mi ha fatto molta paura: squadroni nazionalisti per strada con bandierone ultras e nazionalisti che sparano in aria con i fucili. La vita quotidiana é cambiata in peggio: nell' ultimo anno, per via delle migliaia di kamikaze che sono esplosi, nei centri commerciali ti controllano la macchina con uno specchio guardano sotto se hai una bomba e cose così...la gente si fida poco gli uni degli altri, non ci si saluta neanche nel pianerottolo".

A livello di terrorismo la gente ha più paura, lei ha più paura?

"Ho molta paura degli aereoporti ma anche dei posti comuni. Di solito io e il mio ragazzo valutiamo il livello di sicurezza di un posto/evento: se ci sono i metal detector, se c'è la security. In generale non andiamo agli eventi troppo affollati, é decisamente troppo pericoloso. Tutti i centri commerciali hanno metal detector e raggi X per le borse e anche tutti gli hotel/centri congressi/sale da cerimonia e matrimoni. Quest' ultimo però era in strada ma il problema é... da dove arriva l 'esplosivo?Ci sono checkpoint ovunque: negli aereoporti e nei controlli doganali. Riguardo invece a questo matrimonio, sicuramente la modalità ricorda quella utilizzata dall'Isis, non c'e dubbio, ma sembra più un omicidio che un atto di terrorismo generalizzato. Se l'attacco avviene in aereoporto colpisci un pò chiunque ma se vai ad un matrimonio curdo non c' è dubbio che hai bene in mente chi colpire, ed é chiaro che in questo momento ci sia un operazione di isolamento del partito democatico filo curdo Hdp perchè gli altri 3 al governo si sono coalizzati nel ''piano emergenza post colpo di stato'' ma il partito Hdp non è nemmeno stato invitato alle discussioni".

Che cosa bisogna fare?

"La mia umile opinione é che, da quando i membri del partito democratico filo curdo Hdp hanno vinto i seggi in parlamento esattamente un anno fa, in Turchia si é scatenata l'apocalisse. Sara' stato un caso oppure no ma da ''zona al confirne con la guerra, emergenza migranti e regime di sicurezza'' siamo passati a bombe dappertutto. E' un continuo... ora, questa bomba era grossa, ha avuto risonanza ma, negli ultimi mesi, solo a Gaziantep saranno state una decina tra attentati -p?ù o meno riusciti- .Io ci vedo sicuramente degli attacchi mirati con mandante (come quest'ultimo) però anche tanti pazzi che si fanno scoppiare a caso appena ne hanno l'occasione. Il disagio sociale é troppo alto, il conflitto agli estremi. Il collante sociale é la religione ma la religione é un collante sociale un pò pericoloso, sopratutto in un medioriente incapace di costituire dei valori sociali di base come la comunita' e il rispetto per la vita altrui".

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