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Una parmigiana a Barcellona: "Dovevo andare sulle Ramblas ma ho rinunciato all'ultimo"

Una giovane che vive nella città spagnola da tre anni: "Dopo l'attentato hanno bloccato i trasporti, oggi la gente va in metro come un normale giorno di agosto. La sindaca Ada Colau ricorda che Barcellona è una città di pace ed aperta"

Dopo l'attentato di ieri a Barcellona, che ha provocato 13 morti ed almeno 50 feriti, in Spagna è tornato l'incubo terrorismo: l'Isis ha rivendicato l'attacco contro i turisti che affollavano le Ramblas. Un secondo attentato si è verificato a Cambrils, sventato in parte dalla Polizia. Stefania, una giovane parmigiana che vive da tre anni a Barcellona, ci ha raccontato i momenti successivi all'attentato e l'atmosfera che si respira in città.

"Nel momento dell'attentato mi trovavo nel Maresme, avrei dovuto incontrare un amico in centro ma alla fine ci siamo accordati per vederci altrove. L'ho saputo subito dopo, quando mi sono resa conto che tutti mi stavano chiamando al cellulare. Da subito hanno bloccato momentaneamente i trasporti: la gente ha reagito in modo razionale anche se aveva molta paura. Le persone, ovviamente, hanno vissuto molto male la situazione, i famigliari consigliavano di non uscire dai locali, da casa e dai luoghi chiusi, ma poi tutti verso casa "tranquilli". Oggi, 18 agosto, sulla metro a Barcellona c'è gente, come un normale giorno di agosto. Immagino che la gente abbia molto male in corpo: la stessa cosa accade a me. La città comunque continua la sua vita. Purtroppo si sentono alcuni discorsi contro i mussulmani, che bisogna mandarli a casa tutti e che sono tutti terroristi, ma l'odio genera ancora più odio: non è una guerra di culture. La alcaldesa Ada Colau ricorda che Barcellona è una città di pace ed aperta: è buono che venga trasmesso questo messaggio dalla sindaca come riflessione sulla questione". 

L'attentato a Barcellona

Nel pomeriggio di giovedì 17 agosto, intorno alle 17, un furgone noleggiato ha puntato la folla sulle Ramblas, l’arteria più frequentata dai turisti nella metropoli catalana. Un attentato rapidamente rivendicato dallo Stato Islamico in un comunicato diffuso dalla sua agenzia di propaganda Amaq, come conseguenza dell'impegno della Spagna nella guerra contro Daesh. 

L'attentato a Cambrils

Nella notte il copione si è ripetuto a Cambrils, a 120 chilomatri a sud, ma solo l'intervento della Polizia ha contribuito ad un bilancio meno terribile. Cinque “sospetti terroristi” sono infatti stati uccisi mentre circolavano a bordo di un’Audi A3 travolgendo diverse persone prima di urtare una pattuglia dei Mossos d’Esquadra, dopo di che è scattato il conflitto a fuoco. Alcuni di loro indossavano cinture esplosive, ha indicato un portavoce dei Mossos.

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