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Londra, un parmigiano nel dramma del dopo attentato: "La città è sconvolta da tanta violenza"

Sabato 3 giugno Londra è stata sconvolta da un nuovo attentato terroristico che ha provocato 7 morti e 48 feriti. Erano da poco passate le 22 -le 23 in Italia- quando un gruppo di assalitori ha investito alcuni pedoni a London Bridge con un van lanciato a tutta velocità sul marciapiede: dal veicolo sono scesi tre attentatori con lunghi coltelli che hanno accoltellato i passanti. 

'Ero ad una scuola ad Enfield -ci racconta Simone Feroci, un musicista parmigiano che vive a Londra- nella quale ho suonato per un annual meeting. Stavo guardando Facebook, quando ho iniziato a vedere status che riportavano la tragedia. Ho quindi appreso della stessa in quel momento, e ho voluto subito rassicurare tutti della mia condizione. Ho notato molta apprensione nelle persone alla festa, avevano tutti il cellulare in mano, stavano probabilmente comunicando con i loro conoscenti. Posso dirti che alcuni amici sono parecchio scioccati". 

L'ATTENTATO - Sette persone sono state uccise e almeno 48 sono rimaste ferite in quello che il sindaco di Londra Sadiq Khan ha definito come un "deliberato e codardo attentato terroristico". I tre assalitori sono stati uccisi dalla polizia.

L'urlo: "Questo è per Allah". A London Bridge numerosi testimoni hanno visto il van, un veicolo bianco noleggiato dalla Hertz, piombare ad alta velocità, attorno agli 80 chilometri all'ora, su un marciapiede e falciare una mezza dozzina di persone. Finché dal mezzo sono saltati fuori tre ossessi, tutti uomini e armati con coltelli dalle lunghe lame (30 centimetri, stando ad alcuni racconti), e si sono scagliati a tirare fendenti gridando: "Questo é per Allah". 

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