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Da Parma ai confini di Ungheria, Slovenia e Croazia per aiutare i migranti: la storia di cinque giovani parmigiani

Un viaggio lungo i confini tra Ungheria, Croazia e Slovenia per osservare da vicino il percorso dei migranti che tentano di raggiugere e superare le frontiere dell'Europa dell'Est, per cercare di raggiungere un sogno: una nuova vita. Tra campi di accoglienza, Polizia, Croce Rossa e condizioni di vita al limite della sopravvivenza...

Un viaggio lungo i confini tra Ungheria, Croazia e Slovenia per osservare da vicino il percorso dei migranti che tentano di raggiugere e superare le frontiere dell'Europa dell'Est, per cercare di raggiungere un sogno: una nuova vita. Tra campi di accoglienza, Polizia, Croce Rossa e condizioni di vita al limite della sopravvivenza. Cinque ragazzi di Parma -Daniele, Giulia, Vincenzo, Gianmarco e Micaela -attivisti dello spazio occupato Art Lab di Borgo Tanzi a Parma sono partiti il 16 ottobre ed hanno concluso il loro viaggio il 19 ottobre. Hanno raccontato la loro esperienza, giorno dopo giorno, tramite i social network pubblicando aggiornamenti, foto e video per far conoscere una situazione ancora sconosciuta alla maggior parte dei cittadini. La staffetta umanitaria è partita da Zakany, cittadina posta sul confine croato-ungherese: al loro arrivo il 16 ottobre gli attivisti hanno diffuso la notizia che la frontiera, dalla mezzanotte, sarebbe stata chiusa.

VIDEO: GLI ATTIVISTI TORNANO A PARMA 

"Al nostro arrivo a Zakany -scrivono i giovani su Facebook- troviamo una piccola cittadina completamente militarizzata. L'esercito e la polizia alloggiano e presidiano continuamente la località. La stazione è stata chiusa e i veicoli senza permesso vengono fermati. La situazione non ci permette al momento di rimanere sul posto. A seguito della notizia della chiusura della frontiera croata ungherese, stiamo capendo se e come poterla raggiungere e documentare quello che accadrà". Gli attivisti hanno realizzato un primo video di aggiornamento. "La situazione risulta essere drammatica abbiamo osservato una straordinaria militarizzazione del Paese, ad oggi con la chiusura del confine croato-ungherese, pare che le situazioni più critiche si siano spostate sul confine croato-sloveno. Il nostro intento è di raggiungere i paesi sul confine per consegnare il materiale raccolto a Parma". 

Il 17 ottobre gli attivisti hanno raggiunto la città di Mursko Scredisce in Croazia, dove stavano per arrivare 5 mila migranti dalle stazioni di Cakovec e Tovarnik, che sarebbe poi stati trasportati in Slovenia, a Lendva. "Al momento la situazione appare estremamente instabile e confusa -scrivono gli attivisti su Facebook il 17 ottobre- data la chiusura, avvenuta stanotte, della frontiera croata ungherese". Mursko Scredisce gli attivisti hanno consegnato il materiale raccolto a Parma negli spazi di Art Lab: vestiti e coperte. "Abbiamo consegnato circa 40 pacchi di beni di prima necessità, che era completamente assente". Poi il viaggio è proseguito a Dravi, sul confine tra Croazia e Slovenia, poi a Sentilji, dove è stato allestito un campo di accoglienza temporaneo. 

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