Paganini, Aung San Suu Kyi ai giovani: "Vivete oggi e non spaventatevi del futuro"

Aung San Suu Kyi all'Auditorium Paganini: "Auguro a tutti gli studenti di essere parte integrante delle Istituzioni per cui studiano. Sono stata ad Oxford a 18 anni e non mi sono mai sentita esclusa"

Una platea gremita di giovani sulle note di "Give peace a chance", di John Lennon, ha accolto questa mattina Aung San Suu Kyi all'Auditorium Paganini. Un abbraccio caloroso seguito all'incontro in Municipio in cui il premio Nobel per la Pace ha ricevuto il sigillo della città di Parma.

L'appuntamento pubblico al Paganini, invece, è stato riservato in gran parte agli studenti, come espressamente voluto dalla stessa paladina dei diritti umani e della libertà dei popoli, che ha incontrato 600 ragazzi delle scuole medie inferiori e superiori di Parma alla presenza delle autorità, della stampa e dell’Associazione Amici della Birmania. Sul palco dell'auditorium sono saliti, insieme ad Aung San Suu Kyi, il Sindaco Federico Pizzarotti e il presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli. Nell’occasione alcuni ragazzi hanno dato lettura di un testo sulla democrazia scritto di suo pugno dalla dirigente politica della Birmania e le hanno rivolto un paio di domande. E proprio per rispondere agli interrogativi di due studenti il premio Nobel ha potuto parlare dell'importanza dell'istruzione e del suo appuntamento con le elezioni 2015: "Io sono andata a studiare ad Oxford all'età di 19 anni e non mi sono mai sentita esclusa perché in quel contesto i valori dell'integrazione e dell'inclusione sono davvero aperti a tutti. Auguro a tutti gli studenti di ogni parte del mondo si sentano parte integrante dell'istituzione in cui studiano perché l'istituzione è parte vitale della nazione in cui si vive e la nazione è parte integrante del mondo intero".

Poi ha continuato: "Io ho già vinto le elezioni due volte e lo voglio sottolineare: la prima nel 1990 quando purtroppo il regime militare ci ha impedito di governare e i miei compagni di partito furono arrestati e perseguitati; la seconda volta lo scorso anno quando c'erano solo 44 seggi da riempire e noi ne abbiamo vinti 43. Se nel 2015 vinceremo ancora mi batterò per fare due cose: fare tutto ciò che mi è possibile per creare una buona legislatura e non deludere le speranze e le aspettative del mio elettorato. Ci batteremo  per ottenere una vittoria schiacciante, per arrivare a un'istituzione autenticamente democratica. Ma condivideremo la vittoria perché se potere e influenza non sono condivisi non hanno senso e possono anche essere pericolosi".

Aung San Suu Kyi ci ha tenuto anche a rigraziare l'impegno di Alberita Soliani e di Giuseppe Malpeli che in questi anni hannno fatto molto per la Birmania: "Se oggi sono qui è soprattutto per loro - ha sottolineato San Suu Kyi - e sono anche riuscita a vedere l'ultimo spettacolo del Festival Verdi. La musica per me è molto importante, è una di quelle emozioni che unisce le persone e insieme a questa anche i giovani sono fondamentali. Infatti porterò sempre nel mio cuore il ricordo dell'accoglienza ricevuta oggi, circondata dai bambini e dalla musica".

Parole di speranza sono state rivolte in particolare ai giovani presenti in sala: "Cosa significa stare meglio per voi e per i vostri genitori? Una volta ho incontrato un saggio uomo di 90 anni che mi ha detto: un buon livello di benessere è quello che garantisce un tetto sotto il quale vivere, il pane quotidiano e un futuro per i figli. Penso che cercare di diventare sempre più ricchi possa farci diventare solo più poveri. Voi, quindi, dovete scegliere la sfida da raccogliere: il benessere spirituale e poi anche quello materiale, ma senza eccessi".

"Spesso - ha concluso Aung San Suu Kyi - ci chiediamo cosa possiamo fare per cambiare questa società. Noi possiamo fare molto, anche venditore di strada nel suo piccolo può svolgere la sua attività onestamente e fare la sua parte in questo modo. I giovani, poi, hanno una marcia in più: il tempo, hanno più tempo per cambiare la società in cui vivono e renderla migliore. Ma sia giovani che anziani possono fare qualcosa, non è vero che non possiamo fare niente".

Alla fine un consiglio: "Guardate all'oggi perché guardare troppo avanti può farvi scoraggiare, dobbiamo essere concentrati su quello che possiamo fare oggi e in questo momento. Se non ci ruscirete avrete tempo per riprovarci ma non perdete le opportunità che vi vengono offerte giorno per giorno, solo così potrete costruire un futuro migliore".

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