Convenzioni con il Comune, l'Auser: "Servono soluzioni, non polemiche"

L'Auser interviene in merito alle polemiche che "finora hanno prodotto disservizi ai cittadini, oltre che ad un'inutile e deliberata svalorizzazione del prestigio dei nostri volontari"

"L’Auser territoriale di Parma e l’Auser Regionale Emilia Romagna -si legge in una nota- ritenendo che la comunità parmense abbia diritto a una corretta informazione in merito alle recenti polemiche sulla gestione di alcune convenzioni siglate con il Comune di Parma, che finora hanno prodotto disservizi ai cittadini, oltre che ad un’inutile e deliberata svalorizzazione del prestigio dei nostri volontari, ritengono di dover precisare quanto segue.

1. L’Auser Parma ha scelto di non rinnovare le convenzioni con il Comune di Parma, a seguito di una divergenza di opinioni sulle spese sostenute dai volontari per la loro attività. Divergenza che il Comune di Parma risolve non corrispondendo la quota-parte di spese che non ritiene dovuta. Non è inutile precisare che, come risulta dai trasparenti bilanci annuali di Auser, la media dei costi che rimborsiamo ai 1.350 volontari nel parmense ammonta a meno di 90 euro al mese. Con questa “ciclopica” cifra, nei 44 Comuni nei quali sono distribuiti i volontari, si realizzano oltre 400.000 interventi solidaristici che vanno dal trasporto disabili al taxi sociale, dalla vigilanza scolastica al “Filo d’argento”, dalle attività educative all’assistenza ai centri diurni e alle case di riposo, dall’ambiente alla vigilanza di musei e biblioteche. Così come non è inutile sottolineare che il volontariato è gratuità (tempo, mente e cuore, oltre molte altre cose) ma ha un costo cui, peraltro, la legge non pone limiti quantitativi.

2. Che tutte le convenzioni sottoscritte con gli Enti Pubblici dalle Auser territoriali della nostra Regione (oltre 500 e moltissime in vigore da oltre 10 anni) sono “assolutamente legali” e ben note alle Province e alla Regione Emilia Romagna che effettuano periodicamente i controlli di loro competenza sui requisiti delle associazioni di volontariato e di promozione sociale. Per quanto riguarda la realtà parmense, va precisato che la sigla delle convenzioni avviene dopo l’invio di un progetto che Auser Parma presenta agli Enti Pubblici con due mesi di anticipo sulla scadenza, mettendo in evidenza, fra l’altro, anche la quantità e qualità di tutte le spese, compresi i rimborsi spese ai volontari e le relative specifiche. Parlare ripetutamente di illegalità, chiamando in causa la Regione Emilia Romagna (che ha precisato la sua posizione per bocca dell’Assessore alle politiche sociali), rivela una leggerezza e uno stile che non dovrebbe essere proprio delle pubbliche amministrazioni e che non possiamo accettare.

3. L’Auser è associazione di volontariato e di promozione sociale che opera in un’ottica di sussidiarietà orizzontale all’interno di un quadro di politiche pubbliche. È in questo contesto che, laddove ci viene proposto laddove intercettiamo bisogni e diritti dei cittadini, promuove progetti e attività, senza nessun tipo di concorrenzialità né con l’associazionismo né, tanto meno, con il mondo del lavoro.

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4. La vicenda sollevata a Parma ricorda a tutto l’associazionismo un problema “antico” che si chiama “eccesso il carico burocratico”, tema sul quale fin dal 2006, in occasione della Conferenza Nazionale del Volontariato, abbiamo rivendicato un processo di “semplificazione amministrativa”, sul modello già sperimentato dall’associazionismo sportivo, che consentirebbe risparmi rilevanti di risorse da destinare alle attività solidaristiche, senza alcun pregiudizio per l’erario. La nostra proposta è quindi di smettere di infastidire la comunità con polemiche inutili, dannose e superficiali, e di impegnarci tutti, a partire dagli enti locali, dalla Regione e dall’associazionismo per trovare una soluzione con e per i cittadini".

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