Precari, sentenza storica: Azienda ospedaliera dovrà risarcire i danni

Sentenza storica a Parma. Il Tribunale del Lavoro ha condannato l'Ausl al risarcimento danni ed al pagamento delle spese legali. L'Usb: "Uso irrituale dei contratti flessibili per avere forza lavoro sempre a disposizione"

Precariato e Ausl di Parma. Sentenza storica nella nostra città. Un anno e mezzo fa undici lavoratori e lavoratrici dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma. impiegati a tempo determinato come Ausiliari specializzati, decisero di fare causa in merito ai contratti a tempo determinato e alle successive proroghe. Furono seguiti da Rifondazione Comunista e dal sindacato Usb. Il Tribunale ha stabilito il pagamento di 20 mensilità per ogni richiedente.

RETTIFICA DELL'USB. In relazione al comunicato stampa del 08/03/2013 siamo a precisare che la comunicazione si riferiva all'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma e non come erroneamente affermato dalla scrivente OOSS, Azienda Ospedaliera di Parma. Al fine di una corretta informazione preghiamo di voler dare notizia della presa d'atto  sostituendo Azienda Ospedaliera di Parma con Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma. Ci scusiamo sin da ora per l'errore prettamente materiale non certamente voluto. Con preghiera di pubblicazione.

I lavoratori e le lavoratrici non sono stati reintegrati in quanto si tratterebbe di un'assunzione pubblica, che si deve svolgere con relativo concorso, ma l'Ausl è stata condannata al risarcimento danni. L'Unione Sindacale di Base di Parma ha fatto causa all'azienda ed ha vinto. Una sentenza da segnare, stabilita a Parma, che potrà essere un esempio per tutta Italia e per i tanti lavoratori precari dello Stivale.

"Il Tribunale di Parma -commenta l'Usb di Parma- sezione lavoro con la sentenza ha dato ragione all'Usb di Parma e agli ex lavoratori e lavoratrici impiegati come ausiliari specializzati presso l'Azienda ospedaliera che si sono rivolti al sindacato di base per avere giustizia. L'azienda Ospedaliera-Universitaria di Parma è stata condannata al risarcimento danni ed al pagamento delle spese legali nei confronti dei lavoratori per aver violato le norme in termini di contratti a tempo determinato e relative proroghe.

"L'Usb e i lavoratori -proseguono Piero Pollutri e Antonio Varatta dell'Usb- assistiti dai legali Andrea Molè e Letizia Tonoletti del foro di Parma hanno provato che non è possibile abusare di contratti a termine e successive proroghe/rinnovi relegando nella precarietà decine di lavoratori. Lo stesso giudice afferma che la proroga del contratto a termine richiede ragioni oggettive che non possono identificarsi con quelle della prima assunzione ma che, al pari della prima, mecessitano di una specifica motivazione".

"Queste ragioni oggettive e specifiche indicazioni nessuno le ha mai viste! L'Azienda Ospedaliera-Universitaria di Parma ha giustificato l'apposizione del termine sia nel primo contratto che nel rinnovo/proroga in maniera generica ed incompleta per fare fronte ai propri compiti e fini istituzionali come la stessa afferma. E' bene ricordare che le pubbliche amministrazioni possono ricorrere a contratti flessibili solo per esigenze temporanee ed eccezionali, così recita l'articolo 36 del Dlgs 165 del 2001.

"A noi sembra invece che spesso si ricorra ad un uso irrituale dei contratti flessibili e determinati per evitare di fare assunzioni ed avere un bacino di riserva di forza lavoro sempre pronto ad essere usato in caso di necessità rendendo precaria la vita ed il lavoro di tanti lavoratori e lavoratrici. Ci rivolgiamo anche a tutti gli altri precari e precarie che sono nella stessa condizione in qualsiasi parte d'Italia affinchè si rivolgano al nostro sindacato per poter vagliare la propria situazione mettendoci fin da ora a disposizione".

LA SENTENZA. "Il ricorso-si legge nella sentenza-a parere del Tribunale è meritevole di accoglimento. Ed invero i dipendenti, dopo essere stati illegittimamente assunti a tempo determinato dall'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma [..] hanno visto il rinnovo dei loro contratti senza soluzione di continuità tra il primo e il secondo contratto, il tutto in palese violazione dell'articolo 5 comma 4 del D. Lgs 368/2001".

LA REPLICA DELL'AZIENDA OSPEDALIERA. In riferimento alla pronuncia (76/2013) con la quale la sezione Lavoro del tribunale di Parma ha condannato l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma al risarcimento dei danni nei confronti di undici lavoratori, l’Azienda specifica che intende impugnare la sentenza, ritenendo motivatamente di avere fondate ragione per ottenere in appello la riforma della decisione di primo grado, sulla base anche di pronunce di diversi tribunali italiani che hanno conferito sostegno alla propria posizione. La vicenda è risalente al 2008 e riguarda 11 operatori con qualifica di ausiliario specializzato che non hanno potuto beneficiare del percorso di stabilizzazione del personale precario, in quanto carenti dei requisiti prescritti o perché in soprannumero rispetto al contingente da stabilizzare.

Il contratto inizialmente stipulato con tali operatori è stato successivamente prorogato. La proroga, secondo la sentenza, non sarebbe stata adeguatamente motivata. In realtà l’Azienda Ospedaliera ritiene di aver ampiamente motivato che le ragioni della stipula di tali rapporti e della loro proroga erano da individuarsi esclusivamente nell’interesse pubblico ad assicurare il corretto svolgimento del servizio. Parimenti ritiene che i lavoratori non abbiano subito alcun danno dalla prosecuzione del rapporto di lavoro, avendo avuto per tale periodo la completa fruizione di tutte le tutele e i diritti previsti dal rapporto di lavoro dipendente.

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