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Auto, aumenta l'Ipt: da Parma la denuncia dei Nuovi Consumatori

Il presidente nazionale, Filippo Greci: "Una vera e propria stangata che farà incassare alle Province, gli enti locali che avrebbero dovuto essere aboliti, tra i 200 e i 300 milioni di euro in più all'anno

Il Movimento Nuovi Consumatori annuncia attraverso una nota del presidente nazionale, Filippo Greci, che e’ in arrivo una vera e propria salassata per le tasche dei consumatori-automobilisti.
Essa riguarda l’aumento dell’Imposta Provinciale di Trascrizione – IPT- che interessera’ le prime immatricolazioni, mercato del nuovo, ed i passaggi di proprieta’ ,mercato dell’usato,degli autoveicoli.

L’iniqua ed incomprensibile disposizione,alla luce di un mercato sempre piu’ in crisi ed ingessato, e’ infatti prevista all'articolo 13 (Tributi connessi al trasporto su gomma), comma 5-bis del decreto pubblicato nei giorni scorsi sulla Gazzetta Ufficiale.
Il testo azzera completamente di fatto il vantaggio fiscale che gli automobilisti hanno oggi quando acquistano un veicolo nuovo o usato da un concessionario: attualmente chi compra un'auto da un soggetto Iva, un concessionario o un salonista, paga semplicemente l'Imposta provinciale di trascrizione (in sigla l'Ipt) in cifra fissa.

Cifra che varia, a seconda delle province, da 151 a 196 euro ed è indipendente dai kilowatt dell'auto acquistata.
Una vera e propria stangata dunque, che secondo le prime stime dovrebbe far incassare alle Province, gli enti locali che avrebbero dovuto essere aboliti secondo le promesse elettorali di tre anni fa dell’attuale esecutivo, tra i 200 e i 300 milioni di euro in più all'anno.
La "trascrizione", e’ l'atto con cui il Pra, registra il passaggio di proprietà di un veicolo, atto per il quale, tra l'altro, si pagano 14,62 euro di imposta di bollo per aggiornamento della carta di circolazione, 14,62 euro per la marca da bollo per l’autentica ora gratuita, 29,24 euro di imposta di bollo per la registrazione al Pra, 20,92 euro di emolumenti Aci, l'ente che gestisce il Pra; a cio’ si aggiungono i costi eventualmente sostenuti per l’operazione presso un’agenzia di pratiche automobilistiche che incidono solo per il 10% di tutta la somma.

Ecco alcuni esempi che ben chiarificano la portata dell’evento.
In base agli importi attuali, un automobilista milanese che acquisterà una Volkswagen Golf 1.6 TDI 5p. Comfortline dal prezzo di listino di 22.850 € pagherà di Ipt 352 € invece dei 196 che paga oggi, il 79,6% in più.

Un automobilista di Agrigento, altro esempio, che acquisterà un'Alfa Romeo 159 SW 2.0 JTDm Progression, vettura che costa, a listino, 29.900 €, pagherà di Ipt 571 € invece dei 196 che paga oggi, il 191,3% in più, cifra che sale al 423% per una mercedes Classe Cls, fino al 683 per cento per i paperoni che possono permettersi una Ferrari California.
Al di là delle macchine più costose, la gran massa degli aumenti colpirà le medie cilindrate con aumenti che raggiungeranno il 100 per cento.
Anche le piccole imprese di trasporto saranno penalizzate: rincari del 300 per cento per gli autocarri oltre gli 80 quintali.

Solo le piccole utilitarie sotto i 54 kw si salveranno quindi; per le altre auto gli aumenti saranno stratosferici.
Tra poco tempo quindi le cose cambieranno e l'aggravio previsto per chi compra da un privato si allargherà anche a coloro che compreranno auto nuove o usate da un concessionario o da un salonista.

Con la nuova norma, i compratori dovranno prepararsi a sborsare molto di più di quanto contano di spendere oggi.
Alla faccia di un mercato gia’agonizzante, come indicano gli indici delle auto compravendute in Italia sempre piu’ in calo, ed alla faccia di qualsiasi politica economica tesa a rilanciare un mercato che attorno a se raduna un indotto di lavoratori non indifferente: ancora una volta a pagare sara’ il consumatore finale a beneficio dei soliti enti che una forza politica di questo paese si ostina a non voler eliminare nel nome di non ben chiari interessi di bottega.
 

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