Multe per velox in tangenziale: il caso approda a La Gabbia di La7

Ai microfoni dell'inviato de La Gabbia il sindaco Pizzarotti, che ribadisce la legittimità degli impianti, e Filippo Greci, Nuovi Consumatori, che spiega le ragioni delle sentenze vinte

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Il caso dell’autovelox di Parma arriva anche a La7, se ne è occupato ieri sera il programma La Gabbia di Gianluigi Paragone, nell’ambito di un servizio su presunte irregolarità nelle multe comminate ai cittadini per il posizionamento di autovelox in diverse città d’Italia, da Milano a Roma. A esporre il caso e i numerosi ricorsi presentati è Filippo Greci, Nuovi Consumatori Parma, che sottolinea che a causa delle multe comminate dagli autovelox della tangenziale sud il Comune avrebbe incassato quasi 12 milioni di euro. “Questo è un insulto per chi paga le tasse – sottolinea ai microfoni de La Gabbia un cittadino multato -, mi vedo recapitare le multe a casa per un capriccio perché i soldi devono finire in tasca a qualcuno?”. Filippo Greci sottolinea che i Nuovi Consumatori hanno vinto 474 sentenze sul caso, nelle quali si legge che uno degli autovelox sarebbe stato installato senza rispettare la distanza minima dai cartelli del limite di velocità in una posizione scorretta rispetto a quanto preveda la legge. Ai microfoni dell’inviato de La Gabbia, il sindaco Pizzarotti risponde sottolineando che non tutte le sentenze hanno dato torto al Comune, secondo i Nuovi Consumatori quelle a favore riguarderebbero unicamente l’autovelox che risulta ancora attivo. Il sindaco replica: “Non sono illegali, sono stati messi li e approvati già da due amministrazioni fa”. La contestazione dei Nuovi Consumatori verte sulla rimozione di uno dei due autovelox e sulla necessità di risarcimenti per chi ha ricevuto le sanzioni da quel rilevatore. “I nostri concittadini – sottolinea Greci - si sono sentiti presi in giro quando l’autovelox è stato tolto. Il sindaco di Parma e la Giunta Comunale però non hanno mai risposto, non hanno saputo dire perché quell’autovelox è stato rimosso”. Il sindaco Pizzarotti a più riprese ha ribadito che non si tratta di impianti irregolari e non ha dato risposta riguardo la possibilità di risarcimenti per sanzioni comminate dall’apparecchio rimosso.

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