Un legale per tutelare i senzatetto: nasce lo sportello di Avvocato di strada

La sede dello sportello sarà presso la Croce Rossa di via Riva un venerdì pomeriggio al mese: nel team parmigiano per ora 4 avvocati che forniranno assistenza gratuita. L'associazione ha già 31 sedi in tutta Italia

Conferenza stampa Avvocato di strada Parma

Era il 1993 quando a Bologna nacque l'associazione amici di Piazza Grande, un gruppo di volontari che con passione e determinazione mise in piedi un'esperienza particolare, radicata sul territorio per aiutare i meno abbienti, in particolar modo chi aveva perso la casa, attraverso i modi più disparati, un aiuto concreto lontano da concetti di assistenzialismo fine a se stesso ma diretto anche a una reintroduzione nella società di chi per anni ne è stato tagliato fuori. Da questa esperienza emerse sin da subito la necessità di fornire anche un aiuto legale ai senza fissa dimora, questioni a volte complesse o che gli assistenti sociali non erano in grado di risolvere richiedevano inevitabilmente la presenza di un avvocato.

Parte proprio da uno dei membri dell'associazione, l'avvocato Antonio Mumolo, l'idea di dare vita a una realtà che potesse difendere i diritti dei senza dimora. Si chiama Avvocato di strada Onlus, è nata dalla volontà di due sole persone che sono riuscite ad aprire la prima sede a Bologna registrandola nel dicembre del 2000 e ora conta oltre 700 volontari in 32 sedi in tutta Italia. "C'è chi ha scritto di noi che siamo il più grande studio legale d'Italia, commenta il Presidente Nazionale Antonio Mumolo - e aggiungerei anche la meno remunerata. Sin da subito siamo riusciti ad estendere la rete di volontari, coinvolgendo un numero sempre più alto di legali disposti a fornire gratuitamente le proprie competenze per qualche ora al mese in favore di chi non può difendersi. Non abbiamo aspettato che la gente venisse da noi nello sportello dedicato, ma siamo andati noi da loro, nelle mense, nei dormitori".

Un'associazione cresciuta in poco tempo, raggiungendo il numero di 60 avvocati per la sede di Bologna, alla quale è seguita la nascita di altre 31 sedi in tutta Italia, sempre nell'ottica di fornire un aiuto gratuito e non ricevere alcun tipo di utile. Sono oltre 2000 le persone che ogni anno vengono difese dall'associazione Avvocato di strada, i casi sono tra i più disparati, ma secondo quanto riportato dal rapporto 2012, per la maggior parte dei casi si tratta di problemi relativi al diritto negato alla residenza, a cui seguono diritti del lavoro, sfratti, separazioni e divorzi, potestà genitoriale, diritto alla casa, assistenza sociale per mancanze o inadempienze, invalidità. Gli utenti sono per il 64% extracomunitari, per il 28% italiani e per 8% comunitari, per la maggior parte, si tratta di uomini, il  70%.

"Prima a finire per strada era chi aveva un disagio psichico, una malattia o una dipendenza da droghe o alcool. Oggi assistiamo a un numero crescente di persone che diventano povere e finiscono per strada perchè a 50 anni sono state licenziate e non riescono a trovare un nuovo lavoro, pensionati che non ce la fanno a pagare le spese, imprenditori falliti, piccoli artigiani. Il dato degli italiani è raddoppiato negli ultimi anni". Il primo problema è proprio la residenza, un diritto spesso negato che porta alla perdita dei diritti fondamentali, come anche le cure mediche al di la del servizio di pronto soccorso. Si perdono i diritti previdenziali, i diritti politici, si diventa, come ha affermato Mumolo, invisibili.

"Ricordo ancora il primo caso del primo giorno di apertura dello sportello a Bologna, c'era una fila infinita di persone, il primo era un uomo che reclamava da anni il diritto alla residenza, negato dal Comune di Bologna. Dormiva ormai da anni nel dormitorio comunale, aveva trovato un lavoro ma non poteva riscattarsi e iniziare una nuova vita senza aver ottenuto la residenza, diritto che il Comune gli aveva negato per ben due volte. Abbiamo inviato una lettera e poi la situazione è cambiata". Anche a Bologna, come in altri comuni, è stata istituita una via fittizia, inesistente nella realtà, dove indicare la residenza dei senza dimora. Ogni comune dovrebbe dotarsene, ma spesso per mancata conoscenza del settore, ciò non avviene. Quella di Bologna era stata coniata "Via dei senzatetto", ma dopo la richiesta dell'associazione Avvocato di strada, è stata ribattezzata "Via Mariano Tuccella", in onore di un senzatetto che venne brutalmente aggredito e dopo aver passato 6 mesi in coma, morì.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Tra le iniziative dell'associazione quella di pubblicare annualmente un rapporto che analizza i casi trattati per tipologia, indica il numero degli utenti e altre informazioni. Viene redatto anche in ogni sede un prontuario, un libretto tascabile con tutte le informazioni utili, "dove andare per...", in modo tale da avere i riferimenti per sapere dove poter avere un pasto gratis, dove potersi lavare, dove avere vestiti e a chi rivolgersi per cercare lavoro. "L'intento  - come sottolineato dalla referente della nuova sede di Parma Serena Piro - è quello di creare una rete di contatti anche tra le associazioni che operano sul territorio e che, a volte, non interagiscono tra loro, nell'intento di fornire un aiuto il più completo possibile e tutelare chi viene dimenticato dalla società".

ll team di Parma è composto per ora da quattro avvocati, che forniranno le proprie competenze gratuitamente un venerdì pomeriggio al mese nella sede della Croce Rossa Italiana di via Riva. Un appoggio importante quello fornito dalla Croce Rossa di Parma, che si ritiene onorata di appoggiare l'iniziativa, come ha sottolineato il presidente Comitato provinciale CRI Parma Giuseppe Zammarchi. Immancabile un ricordo di alcune figure rimaste nel cuore dei parmigiani, clochard che hanno passato anni della loro vita per strada a Parma, tra chi dormiva in Pilotta e chi alla stazione già oltre dieci anni fa, verso i quali ha sottolineato l'assessore provinciale Marcella Saccani, va anche attraverso iniziative come questa, la restituzione di un riconoscimento simbolico da parte della comunità.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Referendum del 20 e 21 settembre: tutte le informazioni sul voto

  • Covid: a Parma sei positività tra il personale scolastico

  • Il Covid torna ad uccidere: muore una donna

  • Aereo precipita a Cremona: muore il pilota 54enne di Fontevivo

  • I Nas di Parma fanno chiudere un bar con il 100% dei lavoratori in nero

  • Il Covid uccide per il secondo giorno consecutivo, muore un uomo: otto casi in più

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
ParmaToday è in caricamento