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Azioni Iren, Coordinamento Acqua Pubblica: "No alla cessione alle banche"

La preoccupazione del Coordinamento: "Non vorremmo che anche Parma seguisse l’esempio dei Comuni di Ferrara e Bologna. Il primo ha messo sul mercato 5 milioni di azioni Hera"

"Il Coordinamento Provinciale per l’Acqua Pubblica -is legge in una nota- intende esprimere la propria preoccupazione per le vicende riguardanti le azioni Iren e, in particolare, per il recesso dal patto di sindacato per tali azioni e che, se non ci sarà rinegoziazione del patto medesimo entro il 1 luglio 2015, potrebbe portare alla loro cessione alle Banche. In ogni caso, sembra di capire, l’operazione sarebbe stata necessaria per garantire all’Amministrazione Comunale l’esercizio del diritto di vendere una parte delle azioni per finanziare il rientro dal debito delle sue partecipate (Stt e Parmainfrastrutture). Il coordinamento per l’acqua pubblica non vede con favore l’operazione, per la semplice ragione che se le azioni fossero cedute alle Banche, si avrebbe, di fatto, un’ulteriore spinta alla privatizzazione dei servizi e, in particolare, di quello idrico. 

Il coordinamento non nega la pesante situazione debitoria ereditata dalla precedente amministrazione, ma si chiede se la quota di rientro che sarebbe garantita da queste operazioni sia tale da compensare la rinuncia a un punto forte della lotta referendaria del 2011, cioè quello della ripubblicizzazione del servizio idrico. Che avrebbe comunque, nel lungo periodo, ricadute sui cittadini, se non altro in termini di tariffe, come dimostrano le recenti indagini che spiegano come solo nella telefonia la concorrenza abbia portato un abbassamento delle tariffe. Per il resto, dalle assicurazioni ai servizi pubblici, si è avuto un aumento forte dei costi a scapito del cittadino. E sono queste le riforme strutturali di cui parlano Draghi e Renzi. Privatizzare. 

La situazione per il Comune di Parma non è certo semplice e tuttavia si vuole qui affermare che il Coordinamento, di concerto con il Forum Nazionale per l’Acqua Pubblica, auspica che ci sia un impegno forte per ripensare i meccanismi di rientro dal debito senza cessione di sovranità (quella poca che rimane) dell’ente pubblico per ciò che concerne la gestione dei servizi essenziali. Non vorremmo che anche Parma seguisse l’esempio dei Comuni di Ferrara e Bologna. Il primo ha messo sul mercato 5 milioni di azioni Hera, cioè l’intera quota non soggetta a vincolo, ricavando poco meno di 8 milioni di euro al fine, si dice, di estinguere il debito Comunale". 

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