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Lunedì, 24 Gennaio 2022
Cronaca

Scuole, piazze e centro storico: così le nuove baby gang spaventano Parma

Viaggio nel mondo dei gruppi di minorenni all'assalto della città tra risse, droga e bullismo 

Centinaia di giovani e giovanissimi si ritrovano, da anni, in centro storico a Parma, tra piazza Ghiaia e il teatro Regio e la Pilotta, dopo la scuola. Arrivano da fuori città e anche da fuori provincia: con gli autobus da Fidenza e da Sorbolo e con il treno da Sant'Ilario.

Le cosidette baby gang - gruppi di ragazzi, italiani e di origine straniera, che si sono resi protagonisti di aggressioni e rapine nei confronti di coetanei - nascono all'interno di questi gruppi di ragazzi che si riuniscono spontaneamente nei vicoli e nelle piazzette della città. Le frange più violente arrivano da fuori città: si tratta di gruppetti di giovani tra i 15 e i 17 anni che arrivano a Parma con il preciso scopo di incutere timore agli altri ragazzi.

Un'estrema minoranza che porta il bullismo al di fuori degli istituti scolastici: da qui nascono le aggressioni - se ne contano decine negli ultimi mesi - e i pestaggi che stanno facendo piombare Parma in una situazione di paura e disagio costante. Mentre le famiglie e gli insegnanti si interrogano su come comportarsi per tutelare i propri figli e gli studenti: sono loro, infatti, gli obiettivi principali delle baby gang, le istituzioni e la politica locale chiedono più strumenti di intervento repressivo e di educazione: è stato, tra l'altro, convocato un Consiglio comunale straordinario proprio per parlare del fenomeno baby gang. 

Il disagio sociale ed esistenziale dovuto alle restrizioni hanno probabilmente aggravato una situazione già problematica: le 'bande' di giovanissimi si formano nei cortili degli istituti scolastici, nei vicoli del centro - la mattina ma soprattutto nel primo pomeriggio. Tra via Mazzini e piazza Ghiaia è un via vai continuo di ragazzi e ragazze: se c'è chi si limita a far valere il proprio 'potere' in alcune aree specifiche alcuni gruppetti vanno oltre e passano alla maniere pesanti: dal bullismo e i pestaggi a scuola alle rapine nelle piazze il passo è breve.

Alcuni di loro hanno coltelli e cutter ma spesso preferiscono usare le botte: calci e pugni per un cellulare o qualche decina di euro nel portafoglio. Non agiscono per necessità economiche ma per stabilire il proprio potere su una certa zona: come in piazza Ghaia e in via Mazzini. Le sostanze stupefacenti - non solo cannabis e hashish - sono la 'colonna sonora' delle loro azioni di intimidazione nel cuore del centro storico: se fino a due anni fa gli obiettivi erano soprattutto i negozi ora le vittime prescelte sono altri giovani, della stessa età e magari della stessa scuola. 

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