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Baby gang, Rainieri (Lega): "Pizzarotti e Bonaccini assenti su questa tematica"

"Si sente parlare sempre più spesso anche di reati molto gravi come rapine e aggressioni con lesioni gravi, mentre, purtroppo, quasi non fanno più notizia vandalismi o altri comportamenti inquietanti"

“Regione Emilia-Romagna e Comune di Parma sono assenti nel contrasto alle baby gang ma possono e devono fare molto di più”. Con queste parole il Vicepresidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna ed esponente della Lega, Fabio Rainieri ha esordito nell’illustrazione dell’interrogazione alla Giunta regionale sul fenomeno criminoso sempre più diffuso delle bande giovanili, di cui è primo firmatario e che è stata sottoscritta anche da tutti gli altri consiglieri regionali del Gruppo Lega Salvini Emilia-Romagna.

“A Parma, come in tante altre realtà urbane dell’Emilia-Romagna, continuano a rincorrersi con sempre più frequenza notizie delle scorribande di gruppetti più o meno organizzati composti da minorenni e soggetti poco più che maggiorenni. E si sente parlare sempre più spesso anche di reati molto gravi come rapine e aggressioni con lesioni gravi, mentre, purtroppo, quasi non fanno più notizia vandalismi o altri comportamenti inquietanti come quello della madre con due bambini piccoli molestata sull’autobus a San Leonardo – ha proseguito Rainieri – Già da anni come Lega in Assemblea regionale avevamo chiesto di porre maggiore attenzione al problema chiedendo all’amministrazione regionale di discuterne approfonditamente nei consessi più opportuni quali la Conferenza regionale delle autonomie locali e il Comitato tecnico regionale di polizia locale. Ma come al solito, quando si parla di problemi di sicurezza, alle amministrazioni a guida PD come quella regionale di Bonaccini, nonché a quelle sue alleate come quella parmigiana di Pizzarotti, viene l’allergia e non sanno andare oltre a qualche vacua promessa che non ha mai un seguito concreto”.

La nostra proposta, oltre che discuterne finalmente come di un problema serio da non derubricare come piccola criminalità se non addirittura, con il solito insensato buonismo, come semplice maleducazione – ha quindi concluso il Consigliere leghista – è quella di far potenziare nei comuni più interessati, con il sostegno della Regione, sia la funzione di monitoraggio dei servizi sociali sulle famiglie con membri più esposti al rischio di devianza giovanile e sia quella di sorveglianza e controllo delle polizie locali sulle aggregazioni giovanili”.

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