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Baganza, gli ambientalisti: 'No agli errori del passato, delocalizziamo le due aziende'

Il Wwf fa notare che proprio la presenza delle strutture produttive ha aumentato il rischio idraulico, Legambiente: "L'ulteriore restringimento del corso d'acqua non farebbe che peggiorare l'attuale situazione"

WWF e Legambiente intervengono ancora sui lavori di messa in sicurezza del tratto urbano del Baganza. “E' evidente che i due insediamenti presenti nel torrente sono errori del passato, ai quali va posto rimedio” afferma il Presidente del WWF Parma, Rolando Cervi. Il WWF fa notare che proprio la presenza delle strutture produttive ha aumentato il rischio idraulico, e che nel quartiere Montanara l'abbassamento dell'argine in corrispondenza di una delle due imprese è stato la causa principale dell'esondazione dell'ottobre 2014.

Per Emanuele Fior, di Legambiente “i necessari interventi per la sicurezza nel breve termine non devono far perdere di vista una gestione corretta nel medio-lungo termine” e "l'ulteriore restringimento del corso d'acqua non farebbe che peggiorare l'attuale situazione, mentre al contrario deve essere avviato subito un percorso per arrivare alla delocalizzazione delle due aziende, che restituisca al Baganza almeno una parte del proprio spazio vitale. Le due associazioni concludono “Ci aspettiamo che sia gli organismi tecnici che i decisori politici, sappiano lavorare per consegnare al futuro un torrente più sicuro e un ambiente migliore, risolvendo e non aggravando gli errori del passato". 

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