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Baganzola, profughi nell'ex-scuola Ghiretti: "Perchè non pensare ad un progetto più inclusivo?"

Il consigliere: "La politica istituzionale sta evitando con cura di affrontare l'argomento, mentre i cittadini della zona si stanno organizzando in comitati, peraltro corteggiati da forze di matrice xenofoba, un rischio di cui davvero non si avverte il bisogno in questi giorni..."

"La decisione di ospitare un numero non ben precisato di rifugiati -si legge in una nota di Roberto Ghiretti- nella ex scuola comunale di Castelnuovo, pur se animata dalle migliori intenzioni, rappresenta nei fatti l'ennesima dimostrazione di come purtroppo spesso le istituzioni non sappiano dialogare adeguatamente con la cittadinanza. Mentre già fervono i lavori per sistemare la struttura i residenti di Baganzola - e con loro tutti noi - poco sanno poco sanno delle modalità, della tempistica e più in generale della progettualità che eventualmente sorreggerà un'iniziativa di questo genere. 

La politica istituzionale sta evitando con cura di affrontare l'argomento, mentre i cittadini della zona si stanno organizzando in comitati, peraltro corteggiati da forze di matrice xenofoba, un rischio di cui davvero non si avverte il bisogno in questi giorni. Si tratta insomma di capire che una vera gestione democratica dei temi legati alla sicurezza passa necessariamente attraverso una comunicazione costante ed efficace verso cittadini, i quali hanno il diritto di conoscere nei dettagli la natura delle decisioni prese. 

Per quanto mi riguarda mi pare utile affrontare la questione capovolgendone i termini: a Baganzola... perché? Sono esseri umani che già hanno affrontato l'indicibile. Invece che ammassarli in un posto defilato, perché non pensare ad un altro progetto e “diluirli” in strutture che consentano loro una maggiore inclusione sociale? Perché non immaginare per loro un “percorso guidato” che li faccia divenire, anche solo temporaneamente, “parmigiani d'adozione”. Sulla base delle notizie fino ad ora filtrate devo dire che non concordo con questa scelta, che ripeto pare ghettizzante e imposta ai cittadini di Baganzola.

Per questo motivo, prima di esprimere una posizione circostanziata, è mia intenzione chiedere i necessari chiarimenti a Prefetto e Sindaco di Parma in merito a cosa si prevede di fare effettivamente nella ex scuola. In particolare è fondamentale sapere quante persone saranno effettivamente ospitate nella struttura, a partire da quale data e per quale periodo. Analogamente risulta importante capire chi e con quali modalità si farà carico dell'attività di presidio e sorveglianza dell'immobile. Infine appare rilevante sapere se il Comune di Parma ha previsto di attivare progetti sociali, quali ad  esempio di formazione o di inserimento lavorativo, con l'obiettivo di integrare nel migliore dei modi possibili i rifugiati nella nostra comunità.

Non toccherebbe a un Consigliere comunale di opposizione farsi carico di informare la gente, ma vista la penuria di notizie occorre fare di necessità virtù e pertanto nei prossimi giorni depositerò un'interrogazione in Consiglio comunale e analogamente provvederò ad inoltrare al Prefetto una serie di domande. Nella speranza che le risposte possano essere celeri e che soprattuto possano tranquillizzare la popolazione residente.

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