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Morì annegato in una piscina di San Secondo: familiari risarciti 

Gray Afrane Emmanuel morì annegato nel 2011 mentre si trovava presso la piscina "Acquablu" di San Secondo Parmense. Il 10 maggio si è tenuta l'udienza del processo presso il Tribunale di Parma

Si è tenuta il 10 maggio presso il Tribunale di Parma una nuova udienza del Procedimento penale N. 4524/2011 RGNR dedicata al caso di Gray Afrane Emmanuel, morto annegato nel 2011 mentre si trovava presso la piscina “Acquablu” di San Secondo Parmense sotto la tutela delle operatrici del centro ricreativo estivo “Sport Club Fontevivo”. Il caso della morte del piccolo Emmanuel era stato già lungamente dibattuto poiché per ben due volte il Pubblico Ministero aveva richiesto l’archiviazione del caso.

Dopo la seconda richiesta di archiviazione, i familiari e il legale Domenico Intagliata si sono nuovamente opposti e il Giudice per le indagini preliminari ha ordinato l’imputazione coatta delle operatrici del centro estivo indagate. All’udienza preliminare del 5 maggio 2015 i familiari per il tramite dell’avv. Intagliata, si sono così costituiti parte civile, al fine di ottenere dai responsabili il risarcimento di tutti i danni subiti.

Nell’udienza del 10 maggio 2016, erano presenti i genitori del piccolo Emmanuel, assistiti dall’avvocato Domenico Intagliata, i quali  hanno dichiarato al giudice di revocare la costituzione di parte civile avendo già ottenuto l’integrale risarcimento di tutti i danni subiti in proprio ed in qualità di genitori esercenti la potestà sulla figlia minore Victoria (sorella di Emmanuel) dall’assicurazione dell’Associazione Sport Club Fontevivo e di cui facevano parte le operatrici del Centro Estivo che il giorno 7.luglio 2011 avevano portato Emmanuel e la sorella Victoria in piscina.

Nonostante la revoca di costituzione di parte civile, il processo continua per l’accertamento di eventuali responsabilità penali  a carico delle imputate, ovvero delle operatrici del centro estivo. All’udienza odierna è stato sentito come teste il maresciallo dei Carabinieri che aveva svolto le indagini. L’udienza è stata rinviata al 27 settembre 2016 per consentire la nomina di un interprete necessario per l’audizione dell’altro teste della pubblica accusa. Dovrà essere, infatti, sentito il padre di Emmanuel che il giorno dell’incidente (il decesso si verificava tre giorni dopo) aveva sporto querela, precisando alle autorità quanto era successo quella mattina fino alla consegna dei figli alle operatrici del centro estivo nonché riportando i racconti della figlia Victoria presente nei momenti dell’annegamento del fratellino .


 

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