Banca Monte, trattative rotte. Sindacati: 'Intesa San Paolo ha disdetto gli accordi"

"Si aprirà .-scrivono i sindacati- una dura mobilitazione, con iniziative sia sindacali che di coinvolgimento dell'opinione pubblica, per garantire la tutela dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori di Banca Monte Parma"

"Nell’incontro di ieri a Milano con le RSA di Banca Monte Parma e le delegazioni sindacali di Gruppo -scrivono i sindacati- Intesa Sanpaolo (ISP) ha sostanzialmente ribadito la sua posizione, già espressa nei precedenti incontri, rifiutando le proposte sindacali e causando la chiusura della procedura prevista dal Contratto Nazionale senza accordo. Nel corso dell’incontro le organizzazioni sindacali FABI, FIBA CISL, FISAC CGIL, UILCA e le Delegazioni Trattanti di Gruppo Intesa Sanpaolo DIRCREDITO, FABI, FIBA CISL, FISAC CGIL, SINFUB, UGL e UILCA hanno riaffermato che le lavoratrici e i lavoratori di Banca Monte Parma hanno già pagato, attraverso i sacrifici previsti dall’Accordo del 14.01.2012 (che ha determinato una riduzione del costo del personale di oltre il 30%), tutto quanto necessario per la loro integrazione nel Gruppo ISP, con pari dignità e con la stessa applicazione contrattuale di tutti gli altri dipendenti del Gruppo.

Per questo risulta assolutamente ingiustificata ogni ulteriore riduzione dei diritti economici e normativi delle colleghe e dei colleghi di Banca Monte Parma e, considerato che questi ultimi fanno parte, a tutti gli effetti, del Gruppo ISP, ogni soluzione va ricercata all’interno del Gruppo. Viene poi respinta l’affermazione aziendale che vi siano esuberi in Banca Monte Parma e la relativa minaccia di possibili licenziamenti. Nello stesso tempo la delegazione sindacale ha riconfermato che, considerata l’imminente presentazione del Piano di Impresa del Gruppo (prevista per il 28 marzo), non è disponibile ad esporre colleghe e colleghi ad un esito improponibile ed autolesionista, che colpirebbe ulteriormente i lavoratori attraverso le ricadute del Piano Industriale di Gruppo.

Tutto ciò premesso, così come da impegni presi nell’incontro dello scorso 5 marzo, le rappresentanze sindacali hanno cercato di proporre soluzioni alternative al piano aziendale, differenti da quelle prospettate dalla controparte e tali da garantire l’occupazione e i diritti economici e normativi delle lavoratrici e dei lavoratori di Banca Monte Parma, tra i quali: concessione delle richieste di part-time giacenti (ad oggi ne risultano oltre 60); accoglimento delle domande di trasferimento volontario dei dipendenti di Banca Monte Parma in altre aziende del Gruppo e delle richieste di aspettativa non retribuita; eventuale ricorso agli esodi volontari, con utilizzo del Fondo di Solidarietà di settore, oltre alla riduzione di ulteriori spese, come ad esempio quelle per consulenze esterne (oltre 300 mila euro/anno), quelle amministrative (che sono cresciute di quasi il 20%, per oltre 3 mln di euro/anno), miglioramento della gestione delle missioni/trasferte che comportano disagi e costi elevatissimiristorno di ulteriori costi ingiustificati.

Il Gruppo ISP ha respinto, integralmente e in modo perentorio, tale proposta. Ha continuato a ribadire che intende ridurre in modo strutturale (senza possibilità di futuro ripristino) la retribuzione individuale di tutte le lavoratrici e lavoratori di Banca Monte Parma e che ogni possibile intervento (non meglio precisato) a livello di Gruppo, è legato all’accettazione dei tagli retributivi. Ha poi confermato che, in aggiunta ai tagli, i dipendenti di Banca Monte Parma dovranno sostenere anche le ricadute rivenienti dal Piano di Impresa. Il Gruppo ISP ha, quindi, dichiarato chiusa la procedura contrattuale di confronto, senza accordo, e - riservandosi di attivare le previsioni di legge per la riduzione del personale - ha contestualmente comunicato, venendo meno agli impegni assunti, la disdetta di tutto quanto stabilito dall’accordo 14.01.2012, attualmente vigente per i dipendenti di Banca Monte Parma, con applicazione, a decorrere dal prossimo 1° maggio, del solo CCNL.

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L’atteggiamento del Gruppo ISP è di enorme gravità e assolutamente inaccettabile. Di fronte a questo comportamento, fortemente e ingiustificatamente penalizzante e gravemente discriminatorio nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori di Banca Monte Parma, si aprirà una dura mobilitazione, con iniziative sia sindacali che di coinvolgimento dell’opinione pubblica, per garantire la tutela dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori di Banca Monte Parma, colpiti dal Gruppo Intesa Sanpaolo".

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