Banca Monte: "Inaccettabile, aprire ogni mattina è già una vittoria!"

Fabi, Fiba/Cisl, Fisac/Cgil e Uilca hanno diffuso un documento: "Diverse Filiali, specie le più piccole, sono da tempo mancanti dei direttori / vice, sostituiti da colleghi con inquadramento inadeguato e piani formativi ancora incompleti"

Corteo dei lavoratori di Banca Monte in centro

Banca Monte Parma. Le rappresentazione sindacali aziendali Fabi, Fiba/Cisl, Fisac/Cgil e Uilca hanno diffuso un documento sulle condizioni di lavoro all'interno della banca, dopo il passaggio dell'istituto al gruppo Intesa Sanpaolo che provocò una serie di proteste da parte di lavoratori e sindacati. "La situazione è inaccettabile. Diverse Filiali, specie le più piccole, sono da tempo mancanti dei direttori / vice, sostituiti da colleghi con inquadramento inadeguato e piani formativi ancora incompleti",

"E’ finita l’estate, ma l’emergenza continua -si legge nella nota congiunta-  la situazione aziendale è tale da impedirci di abbozzare quel sorriso che i vertici aziendali ci chiedono e vorrebbero imporci “dall’alto”, a prescindere dalla reale situazione che si sta vivendo in Banca Monte Parma. L’Azienda continua a “scaricare” su lavoratori e clientela problemi organizzativi e produttivi che le competono e di cui deve farsi carico.  Le “fughe” della Direzione Aziendale di fronte alle pressanti richieste quotidiane delle Rappresentanze sindacali, purtroppo, non fanno che confermare la volontà dell’Azienda di negare l’esistenza dei problemi ed eludere le indispensabili risposte.

 A 7 mesi dallo “tsunami” del 20 febbraio, non ci sono ancora stati miglioramenti; il quadro è quanto mai scoraggiante, la situazione inaccettabile.  Finora, abbiamo assistito alla demolizione della “vecchia Banca” (anche di ciò che funzionava!) e stiamo ancora attendendo i tanto ‘sbandierati’ (dall’Azienda) benefici “post-migrazione”, quella nuova organizzazione efficiente, dinamica e moderna, che ci era stata prospettata all’atto dell’ingresso nel Gruppo ISP e che avrebbe dovuto portare ad una “ottimizzazione di procedure e processi” e “favorire lo sviluppo commerciale e il generale accrescimento dei ricavi”.

Gli esodi, i pensionamenti e le dimissioni di personale si sono sommati alla pervicace determinazione aziendale di procedere alla fruizione forzata, nel 2° semestre dell’anno, di ferie e “banca ore” arretrate, che si erano accumulate non certo per volontà dei colleghi, ma per far fronte alle croniche carenze di organico nelle quali si è sempre dibattuta Banca Monte Parma. Per riuscire a tenere aperte le filiali, anche se quasi sempre a “passo ridotto”, si è assistito ad un incessante spostamento di colleghi inviati sistematicamente in missione per sopperire alle quotidiane “ emergenze”.

Diverse Filiali, specie le più piccole, sono da tempo mancanti dei direttori / vice, sostituiti da colleghi con inquadramento inadeguato e piani formativi ancora incompleti, che sono chiamati a svolgere, in modo continuativo, anche ruoli che non competono al loro livello di responsabilità.  In tale situazione, esclusivamente frutto di scelte aziendali, in netto contrasto con l’accordo del 14/1/2012 il cui presupposto era l’esubero di personale (peraltro contestato dalle RSA nelle attuale incoerente applicazione), il Gruppo ha distaccato - su Banca Monte - Personale Carisbo, in aperta contraddizione con le giornate di “solidarietà” pagate dai lavoratori ed a riprova che, semmai, anziché di “ esuberi”, in queste condizioni di fatto, si fa fronte alla carenza di Personale.

Nel frattempo i colleghi impazziscono per far fronte anche alle più semplici incombenze operative, esposti, loro malgrado e non per loro responsabilità, a rischi di possibili inadempienze, conseguenti ad un impianto normativo i cui tempi di assimilazione sono inevitabilmente lunghi. E i clienti, con un livello di servizio di fatto penalizzato dai perduranti buchi di organico, “rischiamo” di perderli e … naturalmente, come avviene in questi casi, si comincia dai migliori… In questo contesto, l’Azienda fa pressione sui colleghi per il raggiungimento dei vari “budget” … ma è già una vittoria riuscire ad aprire gli sportelli ogni mattina !

Inoltre, all’orizzonte, si profilano ulteriori scelte di riorganizzazione di Gruppo (integrazione di Banca Monte con Carisbo e CariRomagna? Come da recente intervista rilasciata dal CEO Cucchiani? Con quali possibili ricadute per i lavoratori?) … il tutto in un contesto di Gruppo che vede una difficile trattativa in corso, successiva allo sciopero generale del 2 luglio scorso (risparmio previsto dal piano d’impresa di 250mln di euro, chiusura/accorpamento di 1.093 filiali con un’eccedenza prospettata di circa 2.000 dipendenti…)  Di fronte a tutto questo, ben poco potrà fare il sorriso “comandato”… Chiediamo invece che l’Azienda riconosca e affronti concretamente i problemi e si confronti con il Sindacato per individuare le giuste soluzioni, nell’interesse dei Lavoratori e della stessa Banca".
 

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