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Bancarotta Spip: la Finanza sequestra lo studentato di borgo Cocconi

I Finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Parma hanno eseguito il sequestro preventivo emesso dal Giudice delle Indagini Preliminari di Parma dell'intera palazzina, ubicata in borgo Cocconi, suddivisa in 46 unità immobiliari per un valore di circa 5 milioni di Euro

I Finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Parma hanno eseguito il sequestro preventivo emesso dal Giudice delle Indagini Preliminari di Parma di un'intera palazzina, ubicata in città, suddivisa in 46 unità immobiliari (per un valore di circa 5 milioni di Euro) nonché delle quote e dei conti correnti riconducibili ad una società attiva a Parma, nella quale sono confluiti i proventi illeciti derivanti da un complesso sistema di frode finalizzato alla distrazione di denaro pubblico. Si tratta dello studentato di borgo Cocconi, mentre la società municipalizzata in questione è la Spip. Il provvedimento di sequestro scaturisce dalle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Parma, nell’ambito delle quali sono state riscontrate ipotesi di bancarotta fraudolenta a carico degli amministratori di una nota azienda (Spip ndr), dichiarata fallita, di proprietà del Comune di Parma la quale, dal 2005 al 2011, ha accumulato un debito complessivo di oltre 115 milioni di euro per  finanziamenti bancari ottenuti per l’acquisto di terreni.

Gli accertamenti eseguiti dalla Guardia di Finanza di Parma hanno consentito di rilevare che le predette operazioni immobiliari erano state effettuate a prezzi notevolmente superiori rispetto ai valori di mercato: le transazioni commerciali avvenivano tramite società riconducibili ad un noto imprenditore locale che, di fatto, si interponevano al solo fine di far “lievitare” i prezzi dei terreni generando così ingenti illeciti profitti. Con questo sistema l’imprenditore, direttamente o per il tramite delle sue società, ha potuto illecitamente “drenare” oltre 40 milioni di euro di denaro pubblico dalla di proprietà del Comune, con la compiacenza e la complicità degli amministratori della stessa.

Il provvedimento di sequestro si riferisce, pertanto, a parte del citato profitto del reato che l’imprenditore, in buona parte, è stato impiegato per la realizzazione della palazzina oggetto del sequestro. Sono in corso ulteriori accertamenti finalizzati all’individuazione del restante illecito profitto conseguito.

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