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Furti nelle aziende del Nord Italia, sgominata banda di professionisti: sette arresti

Una cinquantina di poliziotti sono stati impegnati, sabato sera, in un blitz presso un ristorante a Cella dove erano in corso i festeggiamenti per il battesimo del figlio di uno degli arrestati: l'operazione Paleonca è stata portata a termine dalla squadra mobile di Parma. Indagini partite a marzo

Hanno effettuato numerosi furti in aziende del Nord Italia, tra Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Cremona e Padova. L'operazione Paleonca, portata a termine dalla polizia di Stato ha permesso di assicurare alla giustizia sette componenti della banda criminale, che agiva con disinvoltura all'interno di diverse città. Il blitz principale è avvenuto sabato sera 25 novembre, alle ore 21.30 da parte dei poliziotti delle squadre mobili di Parma e di Reggio Emilia che hanno circondato un ristorante a Cella di Reggio Emilia mentre erano in corso i festeggiamenti per il battesimo del figlio di uno degli arrestati. All'interno del locale erano presenti sei delle sette persone che, in totale, sono state arrestate. I poliziotti sono entrati ed hanno eseguito l'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Parma Mattia Fiorentini, su richiesta del Pubblico Ministero Emanuela Podda. Il settimo componente della banda è stato arrestato a casa della compagna: altri due componenti del gruppo criminale risultano irreperibili mentre per altre 15 persone è scattata una denuncia. 

Una banda di professionisti: ecco come agivano

Le sette persone arrestate, tutte di nazionalità moldava, sono accusate di furto aggravato e furto pluriaggravato, ricettazione, porto di strumenti atti ad offendere, tentata rapina aggravata: fecevano parte tutte di una banda, che non aveva una gerarcia, per cui non aveva un vero e proprio capo anche se in reltà, all'interno dell'organizzazione criminale, c'erano figure di spicco. Gli arrestati si muovevano come dei veri professionisti dei furti: ad ogni azione si portavano dietro antennine e strumenti di registrazione in grado di far saltare le frequenze, per inibire le comunicazioni delle forze dell'ordine e cercare di agire indisturbati. Le modalità di azione della banda erano particolari: ogni furto era pensato nei minini dettagli, non veniva lasciato niente al caso. Dopo appostamenti di ore ed ore i ladri si organizzavano per agire più in fretta possibile: agivano con cautela e con estrema attenzione. Durante la perquisizione in casa di uno degli arrestati D.C. è stata sequestrata anche una pistola a tamburo con 21 proiettili e una carta d'indentità rumena falsa: per lui quindi, oltre alle accuse già elencate, anche la contestazione dei reati di detenzione di arma clandestina e possesso di documento falso. 

Le indagini 

Gli inquirenti hanno contestato ai sette arrestati ben 19 furti in bar, esercizi commerciali ed aziende: la banda si muoveva in modo scaltro, anche grazie alle giovane età dei suoi componenti: per effettuare i sopralluoghi utilizzavano macchine 'pulite' mentre per i furti auto rubate, che veniva cambiate di volta in volta. In qualche caso le automobili utilizzate per i furti sono state anche bruciate, per non lasciare nessuna traccia. L'attività investigativa è iniziata nel marzo del 2017 e si è conclusa sabato sera con il blitz al ristorante: è stato difficile riuscire a sorprenderli quasi tutti nello stesso luogo. Le indagini sono partite da un tentativo di furto, non portato a termine, ai danni di una sala giochi di Parma: tre compomenti della banda hanno cercato di oscurare i sensori di movimento ma sono stati immortalati dalle telecamere. 

Gli arrestati e i furti effettuati 

Gli arrestati sono tutti molto giovani, si tratta di V.V., D.C., P.V., V.M. C.C., C.M., L.V.. Due delle persone presenti dell'ordinanza di arresto sono irreperibili e si trovano probabilmente all'estero: durante le perquisizioni sono stati trovati numerosi oggetti, una parte del bottino degli svariati furti di cui sono accusati i sette uomini. A casa di C.C. sono stati trovati anche 9 mila euro in banconote di vario taglio, probabile frutto di attività illecite. I furti contestati sono stati effettuati: al bar Red Passion di Guastalla, al Nuovo bar Antico a San Polo di Torrile, al negozio di biciclette Revolution di Boara Pisani in provincia di Padova, alla ditta Audio Service di Parma, al Gran Caffè Italiano di Parma, al supermercato Di più di Caorso, alla tabaccheria Lorenzini di Cinge dè Botti, in provincia di Cremona, al supermercato Crai di Mezzani, al bar caffè Viadana, all'Interspar di Parma, al circolo Rapid di Parma, al supermercato Coop di Fontanellato, al circolo Filippelli di Parma, al supemercato Sigma di Medesano, al magazzino Pinko di Fidenza. 

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