Fondo affitto per famiglie in difficoltà, Rossi: "Occorrono risorse mirate"

Fondi statali e contributo del Comune di Parma per permettere ai nuclei in difficoltà di accedere al bando in sostegno del canone d'affitto. Rossi: "Interventi a spot che non possono essere risolutivi, occorrono maggiori risorse mirate"

Dal Comune un nuovo bando in sostegno delle spese di affitto, un fondo basato su risorse statali alle quali il Comune di Parma ha contribuito con un'integrazione del 15% per fornire un aiuto economico a nuclei familiari in difficoltà. Possono accedere al bando "Fondo affitto", gestito da Acer, cittadini comunitari con carta di soggiorno da almeno un anno e extracomunitari residenti in Italia da almeno 10 anni o in regione da almeno 5 anni. Tra i requisiti il possesso di un contratto di locazione a uso abitativo, la residenza nel Comune di Parma e un patrimonio mobiliare non superiore ai 35 mila euro. Si considerano due fasce di reddito, ISE entro 13.035,88 euro, con un contributo al canone d'affitto sino a 3100 euro e ISE entro 34.308, con un contributo massimo di 2325 euro. Come sottolineato anche da Italo Tomaselli, Direttore Acer, i contributi potranno essere ricalcolati sulla base del numero delle domande, che potrebbero arrivare, secondo stime approssimative, anche a 2500. Per accedere al bando occorre consegnare le domande all'Acer Parma di vicolo Grossardi 16 entro il 28 novembre. Un contributo significativo, pari a 761 mila euro, che secondo l'assessore al Welfare Laura Rossi rischia però di diventare un intervento a spot: "Come in tutti i casi di contributi statali, si mira a dare un piccolo contributo a un numero maggiore di persone invece di agire in modo più siginificativo per un numero minore, risolvendo almeno per un anno il problema dell'affitto a chi si trova in particolari condizioni di difficoltà. Purtroppo dobbiamo attenerci alle disposizioni normative a livello regionale". Ad accedere ai contributi due sole città in tutta la regione, Parma e Fidenza, per l'alto numero di emergenze abitative. "In un quadro particolarmente difficile come quello delle emergenze abitative a Parma, non si registrano casi di difficoltà estrema come in altre città d'Italia, con occupazioni abusive di proprietà private", sottolinea il presidente Acer Bruno Mambriani, che rimarca l'importanza dell'intervento preventivo da parte delle istituzioni. "Con la crisi sociale se non si riescono a tenere in campo manovre contenitive, le prospettive sono quelle delle occupazioni abusive - sottolinea Rossi -. Sinora le misure adottate hanno arginato la situazione ma abbiamo bisogno di maggiori risorse davanti a un centinaio di sfratti al mese".

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Altra iniziativa del Comune per persone in difficoltà un progetto sperimentale di tirocinio destinato a sei persone che vivono in condizioni di difficoltà economica e disagio sociale, che per sei mesi potranno svolgere attività di pubblico interesse con interventi di piccola manutenzione a fronte di un compenso di 450 euro al mese. Trattandosi di un numero esiguo di persone, l'assessorato al Welfare ha preferito scegliere i soggetti interessati invece di indire un bando. "Ci sono tante realtà difficili, persone che hanno dovuto scontare la propria pena in carcere o altre che vivono in condizioni di disagio psico fisico - sottolinea Rossi -. Abbiamo pensato di fornire un sostegno a un'altra categoria di persone, chi vive in condizioni di forte difficoltà economica ed è fuori dal circuito lavorativo da anni. E' un sostegno che va ben al di la del rimborso mensile, ma vuole essere uno stimolo per ricominciare, un messaggio positivo. Il Comune ha un'azione marginale sul lavoro, non ha competenze per interventi sul settore occupazionale, può limitarsi all'attivazione di tirocini, in questo cerchiamo di interpretare le normative per aiutare le fasce deboli e le persone in difficoltà anche attraverso progetti sperimentali come questo, che se dovesse avere buon esito potrà essere replicato in futuro".

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