Francesca e Angelica scrivono a Barilla: "Vorrebbe essere lo sponsor del nostro matrimonio?"

Credendo fermamente che soltanto gli stolti non cambino mai pensiero, confidando nella sua sensibilità nel voler lanciare all'intera comunità lgbt un segnale concreto

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

Sono Elisabetta Ferrari, una mamma. Faccio parte di Agedo, l'associazione di genitori di figlie/i omosessuali, transessuali, bisessuali. Dopo tanto clamore suscitato dalle dichiarazioni di Barilla vi chiedo di pubblicare la lettera di queste due splendide ragazze che potrebbero le nostre figlie. Una bella opportunità per conoscere un mondo che racconta identità differenti ma che mette al centro l'identità delle persone, il loro diritto di esistere ed essere felici.

LA LETTERA A BARILLA. 28 Settembre 2013 alle ore 11.37

Gent.mo Dottor Barilla,
siamo Francesca e Angelica, una coppia lesbica. Siamo insieme da circa sette anni,
affrontando immense difficoltà: una casa in affitto, le bollette che spregiudicatamente arrivano con puntualità, il condominio, la rata della finanziaria per l'acquisto della nostra camera da letto .. Insomma tutte quelle difficoltà "tipiche" della famiglia italiana all'ombra della crisi violenta che stiamo vivendo. A tutto ciò si aggiunge il fatto che Angelica lavora presso una coop. sociale per la modica somma di 450 euro circa al mese , mentre Francesca ( la penna che le scrive in questo momento) è disoccupata. Come vede, nulla di meno "tradizionale" delle altre famiglie. Così, tra un "abbraccio" e l'altro abbiamo deciso di comune accordo , di scriverle questa lettera.

Ferme nella nostra decisione di stare insieme per tutta la vita, abbiamo deciso comunque che il prossimo anno pronunceremo il fatidico "si" , sotto lo sguardo dei nostri cari, degli amici, delle istituzioni cittadine e dell'intera cittadinanza che volesse prendere parte alla cerimonia. Si tratterà chiaramente di un rito "simbolico" per certi aspetti, perché come lei sa, in Italia l'ordinamento giuridico attuale non ci consente di avere alcun diritto. Ma noi un segnale vogliamo darlo. E lo daremo. L'unica cosa che purtroppo manca è la risorsa economica per affrontare le spesucce che un matrimonio, sebbene in stile casereccio, comporta. Non abbiamo grosse pretese, perché ciò che conta per noi è soltanto l'amore che ci ha tenute insieme per tutti questi anni e che ci ha permesso di superarle tutte. Un amore che vogliamo condividere quel giorno con chiunque lo voglia con noi.

Così, inamovibili nella nostra decisione, abbiamo deciso di non farci scoraggiare e di proseguire dritte verso il nostro "altare. Da lì , l'idea di organizzare il nostro matrimonio con l'ausilio di uno sponsor. Dispiaciute per quanto è accaduto in questi giorni , ferite per le sue dichiarazioni durante il programma "La zanzara", abbiamo seguito la vicenda con rammarico ma con la fiducia che la società italiana rispondesse a nostro sostegno. E così è stato. Abbiamo preso parte alla campagna di boicottaggio che ha riscosso un importante successo. Abbiamo letto con piacere l'appello fattole da Dario Fo che ci è sembrato profondamente significativo. Abbiamo accolto con un po' di scetticismo le sue scuse, e proprio per questo, abbiamo deciso di lanciarle una piccola "sfida", ambiziosa ed ingenua come ci ha detto qualche amico, e con la contrarietà o meglio, la sfiducia di molti le chiediamo di dare un segnale vero e schierarsi a favore delle nozze gay: "Vorrebbe essere Barilla lo sponsor del nostro matrimonio?" Credendo fermamente che soltanto gli stolti non cambino mai pensiero, confidando nella sua sensibilità nel voler lanciare all'intera comunità lgbt un segnale concreto,
le porgiamo i nostri più distinti saluti". Francesca e Angelica
 

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