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La pubblicità comparativa della Plasmon

La pubblicità comparativa della Plasmon

Barilla contro Plasmon per uno spot: presto la decisione del giudice

La vicenda della pubblicità comparativa del gruppo di prodotti per l'infanzia è finita davanti al Tribunale di Milano, l'azienda parmigiana ne ha chiesto la cessazione: Marina Tavassi deciderà nelle prossime settimane

Si sono 'affrontati' a suon di memorie difensive i legali della Barilla e della Plasmon nella prima udienza davanti al Tribunale civile di Milano, chiamato a decidere sul ricorso presentato dall'azienda del 'Mulino Bianco' che ha chiesto il ritiro di una pubblicità comparativa pubblicata sui giornali nelle scorse settimane dal gruppo che produce alimenti per l'infanzia. Oggi il giudice della sezione specializzata sulle materie industriali, Marina Tavassi, dopo aver ascoltato le parti in contradditorio, si è riservata di decidere e dovrebbe emettere il suo provvedimento nelle prossime settimane. Lo stesso giudice, lo scorso 5 dicembre, aveva accolto il ricorso d'urgenza della Barilla, intimando la cessazione della campagna pubblicitaria.

Plasmon precisa di essersi costituita in giudizio, davanti al Tribunale di Milano, e di aver chiesto, oltre al rigetto della domanda di Barilla, che venga dichiarata l'ingannevolezza del marchio 'Piccolini' del gruppo di Parma nell'ambito del mercato dei prodotti per l'infanzia. Plasmon ricorda, inoltre, che il Giurì dell'Autodisciplina Pubblicitaria, lo scorso 21 dicembre, ha dichiarato legittima la pubblicità comparativa dell'azienda, indicando allo stesso tempo alcune modifiche da apportare.

Nei prossimi giorni il magistrato dovrà decidere se confermare, modificare o revocare quel provvedimento. La pubblicità della Plasmon era comparsa sui giornali a fine novembre. Il gruppo alimentare di Parma aveva subito parlato di una "azione grave, sleale, contraria a tutti i principi di un'informazione chiara" da parte della Plasmon. Una pubblicità, secondo Barilla, "contraria alla sana concorrenza ed etica comportamentale". La pubblicità comparativa aveva come oggetto, infatti, anche 'i piccolini' Barilla, un tipo di pasta.


Plasmon la affiancava a un proprio prodotto, sotto il quale veniva specificato che si tratta di 'pasta per i bambini', mentre la dicitura 'pasta per gli adulti' compariva sotto il prodotto della concorrenza. La stessa cosa riguardo ad alcuni biscotti: nella pubblicità, oltre alla differenza 'bambini-adulti', veniva indicato anche che i prodotti della Barilla possono "contenere livelli di pesticidi anche molto superiori ai limiti di legge". La 'guerra' Barilla-Plasmon è finita anche davanti all'Istituto dell'autodisciplina pubblicitaria e il procedimento è ancora in corso.

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