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Barilla sbarca a New York: nell'autunno 2013 aprirà 2 ristoranti

"Abbiamo scelto New York - ha spiegato l'ad Colzani - perché si tratta di una piazza difficile e per noi rappresenta un test". Il sogno è di raddoppiare il fatturato entro il 2020 puntando anche al mercato cinese

La Barilla aprirà due ristoranti a New York nel terzo trimestre del prossimo anno. Lo hanno annunciato l'ad Claudio Colzani e il presidente Guido Barilla nel corso di un incontro con i giornalisti all'associazione stampa estera. "Abbiamo scelto New York - ha spiegato Colzani - perché si tratta di una piazza difficile e per noi rappresenta un test. I locali saranno uguali, ma posizionati in due zone diverse con classi sociali differenti". Alla domanda su quali saranno gli chef a cui verrà affidata la cucina, Colzani ha risposto: "Lo chef è la Barilla".

L'obiettivo a lungo termine, o, come lo ha definito Colzani, il "sogno", è quello di raddoppiare il fatturato entro il 2020 (3,9 miliardi nel 2011), puntando "all'espansione globale del primo piatto all'italiana", ma riposizionando il gruppo in relazione a "come si sta spostando il mondo: l'80% dei nostri ricavi - ha spiegato - arrivano dall'Europa, il 15% dal Nord America, il 4-5% dai Paesi emergenti. L'intenzione è portare quest'ultimo gruppo al 20% entro il 2020". Un grossa fetta spetterà probabilmente alla Cina, che la Barilla sta studiando con attenzione per valutare "con quali linee entrare".


Come ha ricordato Barilla, infatti, nelle cucine orientali mancano anche i più elementari strumenti per cuocere un piatto di spaghetti, dalla pentola allo scolapasta. Per questo i piatti pronti potrebbero qui "essere maggiormente appetibili". Un obiettivo, quello dell'espansione, che però "non deve avvenire a ogni costo, ma proponendo un cibo sano e con la massima attenzione all'impatto ambientale". Certamente, il gruppo dovrà fare i conti anche con la crisi attuale e con l'aumento dei costi delle materie prime, che nel 2012 comporterà un calo dei profitti, dal momento che l'azienda non ha voluto trasferire i rincari sui consumatori, malgrado la crescita dei ricavi che dovrebbe essere del 2% circa. La strada dello sviluppo, comunque, passerà anche dall'e-commerce, ma non dal sito Barilla: "Non pensiamo di vendere direttamente al consumatore - ha sottolineato l'ad - vogliamo invece sfruttare le piattaforme della grande distribuzione che già esistono".

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