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Giovedì, 25 Aprile 2024
Cronaca Bedonia

"Gravi carenze educativo-assistenziali": chiusa la comunità giovanile Archè di Bedonia

Gli ospiti, otto ragazzi, sono stati ricollocati in altre strutture. Il sindaco Serpagli: "Il nostro obiettivo è sempre stato quello di salvaguardare in primis la rieducazione di giovani che sicuramente avevano problemi, ma che proprio per questo dovevano essere seguiti in una rieducazione e in una ritrovata socialità"

Il Comune ha disposto, con un'ordinanza del 7 novembre, la sospensione dell'attività della comunità giovanile Archè di Bedonia. In questi giorni gli otto ospiti della comunità sono stati ricollocati in altre strutture. Il sopralluogo di Ausl, Nas, del carabinieri di Borgo Val di Taro e di Bedonia effettuata il 28 ottobre ha infatti evidenziato "tante criticità e gravi carenze educativo-assistenziali". 

"Un percorso lungo e travagliato, condotto nella tutela dei giovani ragazzi ospitati - sottolinea il sindaco di Bedonia Gianpaolo Serpagli. Da diversi mesi avevamo riscontrato, a parer nostro, che la gestione non era ottimale. Per questo motivo dopo aver scritto direttamente ai gestori, abbiamo scritto al Prefetto di Parma dott. Garufi che in data 18 ottobre ha convocato un tavolo con la presenza del Questore dott. Macera, del Colonnello dei Carabinieri Toscani, del Maggiore dei Carabinieri Cravotta e della responsabile del dipartimento di sanità pubblica dell’Ausl dott.ssa Sodano.

Dopo una verifica ispettiva di AUSL, del NAS, del Comando Carabinieri di Borgo Val di Taro e dei Carabinieri della Caserma di Bedonia effettuata il 28 ottobre, si sono evidenziate tante criticità e gravi carenze educativo-assistenziali, presupposti per i quali le norme prevedono l’emissione di un provvedimento di sospensione dell’attività da parte del Comune.

Anche il Procuratore presso il Tribunale per i Minorenni di Bologna dott.ssa Marzocchi ha evidenziato in una nota le stesse criticità e carenze.
Per i motivi sopra citati in data 7 novembre ho emesso un’ordinanza di sospensione dell’attività, con la conseguente richiesta al nostro servizio sociale associato di esigere dai servizi invianti la ricollocazione degli 8 ospiti entro 20 giorni. 

Un lavoro di monitoraggio costante, fatto insieme ai servizi dell’ASP Rossi Sidoli ci ha portato a concludere un iter delicato, ma fondamentale per la salvaguardia di quei ragazzi che non erano gestiti come si dovrebbe. Il nostro obiettivo è sempre stato quello di salvaguardare in primis la rieducazione di giovani che sicuramente avevano problemi, ma che proprio per questo dovevano essere seguiti in una rieducazione e in una ritrovata socialità.

Le tante segnalazioni arrivate anche dai nostri concittadini non ci hanno mai fatto perdere di vista che prima di tutto veniva l’interesse di questi minori.
Oggi, sono orgoglioso, del lavoro fatto. Il ringraziamento va al sig. Prefetto e ai Carabinieri che insieme ad AUSL e al NAS per il lavoro, al Servizio Sociale Associato dell’Unione dei Comuni che insieme all’ASP Rossi Sidoli ci ha aiutato nella ricollocazione dei ragazzi ed infine fatemi ringraziare i miei dipendenti comunali che hanno seguito tutta la vicenda senza mai mollare con competenza e dedizione.

Una buona giornata per chi come me pensa che la salvaguardia, la cura, la gestione dei ragazzi con qualche difficoltà debba essere fatta con il massimo dell’impegno per far sì che la riabilitazione possa dar loro un futuro e che questo debba avvenire nel massimo rispetto della comunità e del paese in cui transitoriamente sei ospitato ed accolto" 

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