Bedonia: pescatore di 61 anni scivola in un dirupo e muore

Lungo intervento di otto ore, concluso con il recupero della salma di Gian Livio Muzio; l'uomo stava per scendere le scoscese rive di un torrente per pescare ma è caduto

Le operazioni del Soccorso Alpino

Un pescatore di 61 anni Gian Livio Muzio è scivolato in un dirupo ed è morto sul colpo in seguito alle ferite riportate. E' successo nella mattinata di oggi, 20 giugno. Il suo corpo è stato ritrovato e portato in superficie solo dopo otto ore di lavoro dei tecnici del Soccorso Alpino. L'uomo infatti è caduto in una zona impervia; si è recato con la propria moto fino a Montarsiccio ed è poi proseguito a piedi, con l'intenzione di scendere le rive del torrente. Ma è scivolato ed ha battuto la testa sulle rocce. 

L’allarme è giunto al Soccorso Alpino, Stazione “Monte Orsaro”, dalla Compagnia Carabinieri di Borgotaro per il mancato rientro di un uomo sessantunenne residente a Sestri Levante (Genova), partito nel pomeriggio di lunedì per andare a pescare nel torrente Gelana, nel comune di Bedonia, tra la Valtaro e la Valceno, e non più rientrato a casa. Gli uomini dell’Arma hanno attivato oltre al Soccorso Alpino anche la Croce Rossa di Bedonia, i Vigili del Fuoco e preallertato la Protezione Civile, per quella che si preannunciava una ricerca di persona in seguito alla perdita dell’orientamento; per dare man forte ai colleghi parmensi, la 25° Delegazione del SAER ha presidposto la partenza di una squadra del Soccorso Alpino di Piacenza, fatta rientrare poco dopo.

L’uomo infatti, era andato con la propria moto fino oltre all’abitato di Montarsiccio (Bedonia), per poi proseguire a piedi, intento a scendere le scoscese rive del torrente per andare a pescare; probabilmente a causa di una scivolata in un punto particolarmente impervio, M.L. (queste le iniziali dell’uomo) ha compiuto una caduta di una decina di metri, battendo il capo sulle rocce che spuntano dalle fredde acque del rio. La ricerca, partita intorno alle ore 12.30, è però durata poco tempo: purtroppo alcuni abitanti di Montarsiccio che hanno collaborato con le squadre di ricerca, hanno notato il corpo senza vita dell’uomo, avvisando tempestivamente i militi della Croce Rossa di Bedonia.

Subito una squadra del Soccorso Alpino e una della CRI si sono recate sul posto insieme ai Carabinieri di Bedonia; una volta ottemperati gli obblighi di legge, è stata predisposta una lunga e faticosa calata per trasportare la salma oltre il letto del fiume, che in quel punto ha scavato nella roccia sponde naturali di oltre dieci metri. Per trasportare la barella si è quindi resa necessaria, oltre ad un’ottima collaborazione con gli uomini della Croce Rossa bedoniese, anche l’allestimento di una teleferica. Terminata la lunga operazione, il corpo senza vita dello sfortunato pescatore ligure è stato trasportato presso l’Istituto di Medicina Legale di Parma.

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