Arresto cardiaco al distributore: ecco Roberto, il benzinaio eroe che ha salvato la vita al suo titolare

Parmatoday ha intervistato Roberto Bocchi, 52enne volontario della Croce Rossa di Parma che ha effettuato il massaggio cardiaco al suo capo, dopo averlo visto accasciarsi a terra: "Non sono un eroe, dovrebbero mettersi tutti nelle condizioni di poterlo fare"

Roberto ha salvato la vita al titolare dell'area di servizio in cui lavora come benzinaio: il suo capo di 57 anni ha avuto un arresto cardiocircolatorio proprio davanti a lui: il dipendente è intervenuto effettuando un massaggio cardiaco sul posto, essenziale in quel momento per riattivare le funzioni vitali. Un eroe anche se lui non di definisce così: Parmatoday ha deciso di intervistarlo e di raccontare la sua storia. 

E' successo all'improvviso mentre entrambi stavano lavorando all'interno di un distributore di benzina nella zona Sud di Parma. Roberto Bocchi, 52 anni fa il benzinaio da una vita e nell'agosto del 2017 è stato assunto dal titolare della stazione di servizio. Una persona affidabile, dicono tutti: molto affidabile, che non abbandonerebbe nessuno in caso di bisogno. Anzi. Volontario della Croce Rossa italiana di Parma da 34 anni conosce le tecniche per il massaggio cardiaco. Erano le 11.30 del 19 marzo: il suo titolare all'improvviso si è accasciato a terra, cadendo di faccia. 

L'intervista al benzinario eroe Roberto Bocchi

Roberto, come hai vissuto quei momenti, puoi ripercorrerli con noi? 

"Si, eravamo sul luogo di lavoro, all'interno del distributore. Il titolare, un uomo di 57 anni, si è sentito improvvisamente male. E' riuscito solo a dire la parola 'Aiuto!', poi si è accasciato a terra, privo di sensi. E' caduto di faccia. Io ero davanti a lui: l'ho visto, l'ho girato e ho valutato il suo stato di coscienza: era privo di attività cardio circolatoria. In quel momento ho praticato il massaggio cardiaco. Sapevo come si faceva e l'ho fatto: la moglie del titolare intanto ha chiamato i soccorritori del 118. E' arrivata l'ambulanza con personale infermieristico e anche l'automedica: da lì in poi ci hanno pensato loro, lo hanno trasportato all'Ospedale Maggiore". 

Cosa hai pensato quando lo hai visto cadere a terra privo di sensi? 

"In quel momento ho pensato solo ad intervenire e a fare quello che mi avevano insegnato in tanti corsi: l'ho semplicemente messo in pratica. Ho fatto quello che dovevo fare: non sono un eroe. Altre volte mi era capitato, durante il servizio in ambulanza, di intervenire ma mai in questo modo. Non mi era mai successo 'in diretta' ma non ho avuto nessun dubbio. Ad un certo punto è passata anche una ragazza, al secondo anno di infermieristica, che mi ha dato il cambio nel fare il massaggio cardiaco, anche lei era capace: poco dopo sono arrivati i soccorsi". 

Da volontario della Croce Rossa sapevi come intervenire: lo avevi già fatto altre volte? 

"Sono volontario dalla Croce Rossa dal 1984, nel 2018 faccio 34 anni di servizio: grazie a questa attività conoscevo le tecniche per il massaggio cardiaco,: oltre ai corsi standard facciamo corsi di aggiornamento ogni anno. In alcuni casi mi era capitato di intervenire in occasione di incidenti stradali avvenuti nei pressi dei distributori di benzina per i quali lavoravo". 

Come sta il tuo capo e quale sarà la prima cosa che gli dirai quando lo vedrai? 

"IIl mio titolare è stato trasportato in ospedale e dopo ci hanno aggiornato sulle sue condizioni: si è risvegliato e non ha riportato danni di nessun genere e sta bene ma per ora è ancora in ospedale. Quando lo vedrò gli dirò di riguardarsi: ora dovrà fare una vita un pò più tranquilla. Lavoro al distributore dal mese di agosto del 2017, faccio questo mestiere da 32 anni ma non mi era mai successa una cosa simile: qualche cliente che non è stato bene mi era capitato, ma mai così". 

Cos'è successo dopo che è arrivata la notizia che il titolare stava meglio? 

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"Molte persone mi hanno ringraziato, ad iniziare dalla moglie e dal figlio del mio titolare. Alcuni clienti, dopo aver saputo la storia, sono venuti a complimentarsi con me. In realtà io ho fatto quello che dovremmo sapere fare un pò tutti per poter intervenire in queste situazione di pericolo. Sono contento di averlo fatto ma non mi sento un eroe: ho fatto solo quello che dovevo fare". 

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