Grillo contro i giornalisti: "Sono schiavi o grandi trombettieri"

Il leader del Movimento 5 Stelle torna sull'incontro di Parma: "L'unico argomento di interesse era la piazza, erano presenti 3.000 persone e decine di migliaia erano collegate in streaming. Parlar d'altro per non parlare di niente "

Beppe Grillo a Parma sabato 22 settembre in Piazzale della Pace

"Con un'informazione libera l'Italia cambierebbe in 24 ore". Lo scrive Beppe Grillo in un intervento sul suo blog molto duro contro la stampa italiana. "I giornalisti italiani si suddividono in tre categorie: gli indipendenti (pochi, eroici e spesso emarginati), gli schiavi (tantissimi, sfruttati e pagati 5/10/20 euro a pezzo) e i Grandi Trombettieri del Sistema, nominati in posizioni di comando dai partiti e dalle lobby. Sabato scorso a Parma tecnici e esperti hanno discusso per ore di inceneritori - sottolinea Grillo - Nulla di questo è stato riportato. La piazza vuota, semi vuota, quasi piena è stato l'unico argomento di interesse (erano presenti 3.000 persone e decine di migliaia erano collegate in streaming). Parlare d'altro per non parlar di niente".

VIDEO: I 5 STELLE INTERVISTANO I GIORNALISTI

"Il conflitto di interessi tra informazione e potere economico e politico è diventato insopportabile - sottolinea il comico - Siamo manipolati dai partiti, dalle banche e dalle industrie che, attraverso i media, stravolgono la realtà. L'Italia è un'Isola dei Famosi, un reality show di sessanta milioni di persone che ascoltano favole, racconti fantastici in dosi così massicce e da così lungo tempo da aver trasformato il Paese in un gigantesco Truman Show in cui la verità è menzogna e la menzogna è verità. Più il Sistema si decompone, più i media ne diventano l'ultimo feroce baluardo (dopo infatti non c'é più alcuna difesa) perdendo ogni ritegno e vergogna".

"Gli attacchi al Movimento 5 Stelle sono diventati parossistici, quotidiani, bipartisan, falsi, con notizie inventate di sana pianta, diffamatori verso chi non ha mai governato, rubato, che non candida condannati, non vuole poltrone o rimborsi elettorali. Il gioco al massacro è così chiaro, evidente da essere diventato imbarazzante, paradossale, quasi comico per chi lo pratica", afferma Grillo, che invita i militanti del movimento a intervistare i giornalisti per capire "perché talvolta non riportano i fatti".

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