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Berceto, maltratta la moglie e viola i divieti: arrestato 37enne albanese

I carabinieri della Stazione di Berceto hanno arrestato, su ordinanza di custodia cautelare in carcere per "maltrattamenti in famiglia" emessa dal G.I.P. del Tribunale di Parma, un 37enne operaio albanese

I carabinieri della Stazione di Berceto hanno arrestato, su ordinanza di custodia cautelare in carcere per “maltrattamenti in famiglia” emessa dal G.I.P. del Tribunale di Parma, un 37enne operaio albanese, residente nel comune appenninico parmense. Nell’ambito di una specifica attività informativa diretta ad individuare persone eventualmente vittime di abusi in ambito familiare, i militari sono venuti informalmente a conoscenza di una situazione di disagio esistente in un nucleo familiare da qualche anno dimorante in quel centro a causa della condotta violenta del capofamiglia. Aveva quindi inizio una delicata e paziente opera di avvicinamento, al termine della quale la moglie dell’uomo, rasserenata e rincuorata, decideva i rivelare il suo calvario, riferendo di essere stata sottoposto ad una serie di ripetuti episodi di maltrattamento iniziati molti anni fa, che non aveva mai prima denunciato prima per timore della reazione del coniuge.

Veniva quindi svolta una rapida indagine che consentiva di ottenere precisi riscontri ai fatti, subito riferiti alla Procura della Repubblica di Parma, che richiedeva ed otteneva tempestivamente a carico dell’uomo, lo scorso mese di gennaio, la misura dell’allontanamento dalla casa familiare ed il divieto di avvicinarsi ai luoghi frequentati dalla moglie. Tale atto, però, non determinava la fine delle indagini, in quanto i militari continuavano a “seguire” con attenzione la donna, accertando quindi che il marito violava ripetutamente le suddette prescrizioni, riuscendo ad avvicinare più volte la moglie, pur senza usarle comunque violenza.

Tali circostanze venivano subito comunicate all’Autorità Giudiziaria, che emetteva un provvedimento restrittivo a carico dell’uomo, nel frattempo tornato in Albania per motivi personali. I militari avviavano allora una specifica attività informativa fino a che, avuta certezza che egli sarebbe rientrato in Italia con un volo di linea diretto a Malpensa, si recavano in quell’aeroporto, e bloccando l’uomo dopo essere sbarcato ed associandolo, dopo aver esperito le formalità di rito, presso la Casa Circondariale di Busto Arsizio.

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