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Berceto, Lucchi e Regione trovano l'accordo: sospesa la protesta

Dopo il rifiuto da parte del Comune montano di aderire all'Unione dei Comuni, stamane Viale Aldo Moro ha annunciato che non userà i poteri sostitutivi. Annullata la manifestazione di protesta del 15 febbraio prevista a Bologna

A Berceto non piace proprio l’Unione dei Comuni e da oggi sarà libera di non farne parte. È stato raggiunto stamane l’accordo tra il sindaco di Berceto Luigi Lucchi e i vertici della Regione. Il presidente dell’Emilia Romagna Vasco Errani e la vice presidente Simonetta Saliera hanno annunciato che non useranno i poteri sostitutivi previsti dalla legge. “La Regione – spiega Simonetta Saliera - accompagnerà i casi più delicati attraverso un gruppo di lavoro che prenderà il via subito dopo che, il 20 febbraio prossimo, i Comuni avranno espresso le proprie decisioni su quale ambito aderire. Ovviamente, vista la complessità del piano di riordino, bisognerà analizzare in modo costruttivo le situazioni più critiche, da qui la decisione di non voler utilizzare nessun potere sostitutivo, ma di dare vita a un gruppo di lavoro con i rappresentanti dei territori”.

Le pecore cornigliesi tipiche della montagna parmense quindi non calpesteranno l'asfalto del Fiera District di Bologna. “Sono molto soddisfatto – dichiara il Sindaco Lucchi –. Le parole di Saliera confermano come, pur puntando a un serio riordino di tutta l'Emilia-Romagna, la Regione non imporrà scelte preconfezionate sul territorio. Non volevamo essere obbligati a confluire per forza nell'Unione”. Sospesa la manifestazione di protesta del 15 febbraio prevista in Viale Aldo Moro. Ad annunciarlo è lo stesso sindaco di Berceto che guida la protesta contro l'Unione dei Comuni della montagna ovest di Parma e contro le regole che 'scippano' la scelta dal basso, in questo caso la legge regionale 21 (riordino, superamento delle Comunità Montane, Unioni dei Comuni). “Ora – spiega Lucchi - il referendum consultivo di Berceto in programma il 24 e 25 febbraio assume un valore reale. Adesso la gente potrà scegliere veramente se vuole l'Unione o no. Se la vuole, la faremo. Ma se non la vuole, non si procederà”.

Così, in vista del tavolo di confronto che la Regione intende aprire con i Comuni più critici dopo il 20 febbraio, Lucchi ha voluto una seduta del Consiglio comunale in doppia convocazione: “la prima – spiega il Sindaco – prevista per il 20 febbraio, appunto, ma è valida la seconda, dopo il referendum”. Lucchi sottolinea la disponibilità al dialogo da parte dei vertici della Regione ma si dimostra amareggiato per la “tendenza a togliere il diritto di contare con il proprio voto” e conferma che non voterà alle politiche, come aveva già annunciato criticando il porcellum: "In Parlamento – sottolinea Lucchi - avremo dei nominati e non degli eletti e ora anche la nomina del Presidente della Provincia e dell'Unione dei Comuni con svilimento degli eletti che non avranno nessun potere decisionale”. Tanto che all'incontro il 2 febbraio a Berceto “c'erano 200 persone ma nessun candidato alle elezioni - osserva il Sindaco - ormai parlano con chi li deve nominare, non con noi che li votiamo”.

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