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Biblioteca di Alice, Pellacini: 'Pizzarotti cementifica un parco pubblico'

"La costruzione di una biblioteca pubblica è un progetto importante ma non si deve fare in modo così distruttivo, dove si colpisce un quartiere fra i più cementificati della città"

LA NOTA DI PELLACINI - 2Amleto-Pizzarotti è assolutamente deciso a voler cementificare un parco pubblico, cancellandolo di fatto dalla pianta della città per far posto a una biblioteca. Lodevole iniziativa, un polo culturale, ma si può fare di meglio conservando un’area verde.

Pizzarotti ha basato la sua campagna elettorale, oltre sull’attacco all’inceneritore, su “no alla cementificazione”. Poi il dubbio amletico si è fatto largo fra i suoi pensieri: cementificare o non cementificare? Ora è tempo del suo “ruspe avanti tutta!” con l’imposizione prima in via Jacobs, dove si costruisce un campetto all’interno di un parco e ora con la biblioteca Alice che verrà collocata dove prima c’era un’area verde.

Pizzarotti  ha affermato alla stampa (6 ottobre 2015) “Parma ha troppi parchi”, perché le aree verdi a suo dire costano e non producono nulla. Parma risulta però fra le città più green d’Italia, con un giusto equilibrio che la rende a misura d’uomo. 

Intanto Federico Pizzarotti annuncia che verranno costruiti otto nuovi centri commerciali (21 maggio 2013), annuncia anche che i giochi per bambini e le aree cani verranno accorpate (15 ottobre 2015).

Pizzarotti inoltre ha imposto la sua scelta ai Consigli dei Cittadini Volontari (CCV), a cui diceva di voler dare un importante ruolo, senza alcun tipo di consultazione. La biblioteca sorgerà al posto dell’area verde fra via Renzo Ildebrando Bocchi e via San Pier Damiani.

La costruzione di una biblioteca pubblica è un progetto importante ma non si deve fare in modo così distruttivo, dove si colpisce un quartiere fra i più cementificati della città. I luoghi già di proprietà del Comune da riutilizzare non sono stati presi nemmeno in considerazione: si costruisce, si cementifica e basta. Ma non era Pizzarotti, in campagna elettorale, a dire che è meglio ristrutturare e riutilizzare anziché costruire? Era lui a schierarsi contro il consumo di suolo. Ambientalismo e verde pubblico non erano i primi punti del Movimento 5 Stelle?

Il dilemma ora è d’obbligo: succederà anche negli altri quartieri? Si costruirà in altre aree verdi? Perché si vuole cancellare e distruggere un bene così prezioso? Il Sindaco aveva già in mente un piano preciso, di eliminarli per ridurre i costi e costruire proprio nelle aree verdi.

Amleto è un personaggio saggio che si strugge per giungere alla verità. Lo stesso non si può dire di Pizzarotti, il quale in campagna elettorale ha fatto promesse che ha puntualmente ignorato e volutamente dimenticato.

Resta solo da attendere che il sipario scenda a chiudere queste penose scene di un dramma mal scritto e mal interpretato.

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