Biblioteche, internet non funziona? Leggere tra le ruspe: "Proponiamo il Software Libero"

Il Comitato degli utenti della Biblioteca Civica analizza il sistema di connessione ad internet del sistema bibliotecario e fa una proposta all'Amministrazione Comunale, ispirandosi alla biblioteca Panizzi di Reggio Emilia

"Nelle biblioteche comunali di Parma -si legge in una nota di Leggere tra le Ruspe- tra i luoghi pubblici più frequentati della città, è capitato spesso di sentire questo breve e desolato dialogo tra utente e operatore “Internet non funziona neanche oggi?”. “No, mi spiace. Sarà un problema del server...” Di fronte a questa generica spiegazione (che in realtà non spiega nulla) è interessante chiedersi come è strutturato il servizio che, in teoria, dovrebbe offrire agli utenti la possibilità di connessione gratuita senza fili (wi-fi) e il libero utilizzo delle postazioni fisse.

Nel 2013, per la gestione e manutenzione del sistema informativo nelle biblioteche, la società It.City incassa dal Comune di Parma intorno ai 136.000 euro  (DD/2013-236). Oggi possiamo dire che dal punto di vista dell'utente ben poco si è visto di queste spese, in parte destinate ad altre ditte private (l'ultimo intervento per il servizio di navigazione wi-fi nelle biblioteche, che ha per ora risolto uno dei problemi, è stato commissionato alla società Mead Informatica, per l'importo di circa 6.000€).

Non siamo certo gli unici a sostenere che l'affidamento a una società  partecipata di questo genere di servizi costituisca un fattore di rigidità. Alcuni esempi: sono ingiustificabili le attese per piccoli interventi come il ripristino del servizio wi-fi  e delle postazioni fisse nelle biblioteche Alpi, Pavese e Civica, dopo interruzioni durate dai quattro ai sette mesi; si protrae da anni ed è ancora scandalosa la situazione della sala computer in biblioteca Civica (solo tre macchine, quasi sempre fuori uso), con evidente danno per i cittadini, soprattutto per coloro che soltanto in questo modo possono accedere all'informazione e alla comunicazione in rete; del tutto inascoltata è stata la proposta di un cittadino - Federico Pizzarotti, in uno dei suoi primi interventi in veste di Sindaco di Parma -  di avvalersi per le biblioteche del progetto “trashware” (cioè il recupero di macchine usate dismesse da altri enti, ma ancora utili per le attività di base, come la navigazione web). Riguardo alla situazione generale, crediamo sia opportuno citare un passo della recente sentenza (148/2014) della Corte dei Conti la quale, a proposito del nostro Comune, recita: ”È necessario proseguire con determinazione nell'opera di razionalizzazione avviata da tempo, facendo precedere i processi decisionali di re-internalizzazione da una approfondita analisi economica dei relativi costi”.

Concordiamo con l'opinione di coloro che considerano come prospettiva da perseguire il ripristino di un Centro Elaborazione Dati (CED) interno al Comune di Parma. Limitandoci a segnalare una prospettiva di miglioramento praticabile nell'immediato, vogliamo presentare una breve relazione in merito all'adozione del Software Libero nella Pubblica Amministrazione a partire dalle Biblioteche Comunali. La relazione è stata prodotta dopo alcuni incontri avuti con personale della biblioteca “Panizzi” e del CED del Comune di Reggio Emilia.

A partire dalla cd. “Direttiva Stanca” del 2002 (che recepiva precedenti Direttive Europee), dal Codice dell'Amministrazione Digitale (art. 60 e succ. modifiche), dalle Leggi Regionali dell'Emilia Romagna (LR 11 del 24 maggio 2011, LR 17 del 24 ottobre 2013),  dagli stessi indirizzi rilevati negli atti del Comune di Parma (Deliberazione del Commissario n. 293/32 del 3 aprile 2012, nella quale sono indicati il “contenimento dei costi di struttura” e la necessità di “verifica rispetto ai costi e ai livelli di servizio sostenuti da altri enti locali”), sono numerosi i riferimenti in atti delle stesse Istituzioni che suggeriscono un'altra strada possibile. Considerato che il Software Libero, applicato alle postazioni di pubblico accesso ad Internet, consente di risparmiare gli elevati costi delle licenze oltre a garantire efficienza e sicurezza

Considerato che, come di recente dichiarato dall'Assessore Marani, i 1.200 computer del Comune di Parma operano sotto il non più aggiornato sistema Windows XP e necessitano al più presto di nuovi sistemi operativi (di solito un'operazione che richiede di acquistare anche macchine nuove. Chiediamo al Comune di Parma di agire come avveduto cliente, oltre che in veste di unico socio, verso la società partecipata It.City, al fine di procedere verso questa direzione, a partire dalle sale telematiche.

Software Libero nelle Biblioteche: l'esperienza di Reggio Emilia (a cura del Linux Users Group Parma)
La sala telematica della biblioteca “Panizzi” è dotata di circa trenta postazioni pubbliche, da cui gli utenti possono accedere ad Internet e/o accedere al catalogo della biblioteca. Il Comune di Reggio Emilia, come molti altri comuni, ha dovuto affrontare il problema del costo della continua manutenzione necessaria su queste postazioni pubbliche (che usavano Microsoft Windows XP) dovuta a problemi di sicurezza o a malfunzionamenti del software. Dopo aver effettuato una ricerca, il Comune ha valutato alcune soluzioni con prodotti software a pagamento, ma le ha dovute scartare perché costose e poco efficaci. Successivamente il Comune ha escluso anche la possibilità di aggiornare l'intero sistema operativo Microsoft Windows, perché questo avrebbe richiesto di sostituire anche le postazioni fisse.

Tra le soluzioni adottabili è stata valutata anche la possibilità di utilizzare il Software Libero GNU/Linux, non solo perché è gratuito e liberamente modificabile, ma anche perché è immune ai più diffusi virus che affliggono i sistemi Microsoft. Grazie alla buona volontà di alcuni dipendenti del CED, si è installata sui vecchi computer una versione personalizzata di una distribuzione GNU/Linux di nome Knoppix. Le caratteristiche principali del sistema finale ottenuto sono le seguenti; l'utente deve solo saper cliccare sull'icona del programma di navigazione (il browser); l'utente usa la macchina senza password, e non può essere amministratore del computer; l'utente accede al web tramite autenticazione al sistema regionale (Federa); l'utente non può salvare nulla sul computer, ma può salvare dati su una propria chiavetta usb; in caso di problemi software, basta riavviare il computer per riavere un sistema "come nuovo"; in caso di difficoltà è presente un addetto della biblioteca per dare qualche consiglio sull'utilizzo Il sistema operativo ottenuto è stato mantenuto aggiornato in questi ultimi due anni, e non ha mai dato problemi di tipo software: il tecnico deve  intervenire solo in caso di guasto a un componente fisico del computer. Visto il successo della soluzione, il sistema GNU/Linux personalizzato è stato portato anche all'interno di alcune scuole elementari del Comune di Reggio (circa 40 postazioni) con alcune piccole modifiche.

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Considerati i continui aumenti dei costi delle licenze del nuovo pacchetto Microsoft Office e la drastica riduzione delle proprie risorse economiche, il Comune di Reggio Emilia non si è fermato qui sull'utilizzo del Software Libero. Recentemente è stato installato LibreOffice su molte delle postazioni di lavoro e i dipendenti comunali hanno potuto seguire un corso di formazione sul suo utilizzo. Secondo i dipendenti del CED l'utilizzo del Software Libero potrebbe portare vantaggi anche ad altre amministrazioni pubbliche, che spesso devono affrontare gli stessi problemi tecnici, sempre con molta fatica e con pochissime risorse (ad esempio i comuni della stessa provincia). Probabilmente il coordinamento degli sforzi in questo senso potrebbe portare ad una diffusione e ad un miglioramento dei risultati ottenuti, proprio secondo lo stesso spirito di collaborazione che ha fatto crescere fino ad oggi il Software Libero.

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