Blitz contro i pusher dei minorenni davanti alla pensilina del Toschi: sette arresti

Operazione della polizia Locale in collaborazione con la Questura di Parma: individuati i responsabili della cessione di centinaia di dosi di hashish e marijuana agli studenti nell'area diventata da tempo una piazza di spaccio

Vendevano droga, soprattutto hashish e marijuana, alla fine delle lezioni agli studenti, tra cui molti minorenni, dell'Istituto Artistico Toschi di Parma, proprio davanti all'area della pensilina. Gli agenti della polizia Locale, dopo mesi di indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica, hanno eseguito, nella giornata di ieri 12 giugno, sette ordinanze di custodia cautelare nei confronti di sette ragazzi, tra i 20 e i 25 anni, ritenuti responsabili della cessione di centinaia di dosi di hashish e marijuana agli studenti, anche di altri Istituti che si recavano nella zona della pensilina proprio per acquistare le sostanze stupefacenti che, a volte, venivano consumate sul posto. 

Spaccio davanti al Toschi: indagini e arresti della Polizia Locale

Le indagini sono state avviate dopo un'episodio di aggressione ai danni di un giovane, avvenuto proprio davanti alla pensilina del Toschi, nell'ottobre del 2018: il confronto violento era stato infatti generato da questioni legate allo spaccio di sostanze stupefacenti. Gli agenti della polizia Locale hanno inziato ad indagare da quel momento, in collaborazione con la Procura della Repubblica di Parma. E' stato avviato un monitoraggio dell'area: l'attività, realizzata anche grazie alla collaborazione del preside del Toschi e di alcuni commercianti, ha permesso di verificare centinaia di cessioni di droga, soprattutto hashish, che avveniva proprio davanti alla pensilina al termine delle lezioni: alcuni giovani pusher vendevano la droga agli studenti, che venivano anche da altri istituti.

Blitz contro la droga davanti alle scuole: le indagini 

Le verifiche sono avvenute grazie all'utilizzo di telecamere, di intercettazioni ambientali e grazie all'analisi dei tabulati telefonici: gli scambi di droga sono stati anche 'certificati' dagli stessi consumatori che hanno rilasciato dichiarazioni sull'identità dei pusher, confermando che si trattava dei giovani individuati dalla polizia Locale. Ieri, 12 giugno, sono state eseguite 7 ordinanze di custodia cautelare: due giovani, il 23enne marocchino L.H. e il 30enne italiano P.M. sono finiti in carcere, il 22enne italiano M.L.R. è stato messo agli arresti domiciliari. L'egiziano 19enne S.K.H. è stato raggiunto dal divieto di dimora a Parma mentre il 21enne italiano Z.L. ha l'obbligo di firma. Due giovani non sono ancora stati trovati: hanno entrambi il divieto di dimora a Parma. Per altri cinque indagati il Gip non ha autorizzato le misure di custodia cautelare: sono stati denunciati a piede libero per spaccio di sostanze stupefacenti. 

Gli studenti: da consumatori a spacciatori 

Al gruppo degli indagati sono stati contestati 95 capi di imputazione per attività di spaccio che vanno dalla seconda metà dell'ottobre del 2018 fino al marzo del 2019: ad uno degli indagati sono contestati 700 episodi di spaccio ad uno stesso consumatore, tra il 2015 ed il gennaio del 2019. L'ordinanza ha anche disposto il sequestro preventivo di 18 mila euro. Secondo la ricostruzione degli inquirenti uno dei giovani si recava alla pensilina del Toschi allo scopo di rifornire agli studenti, che diventavano a loro volta pusher veri e propri e smerciavano la droga agli studenti del Toschi e di altri istituti superiori di Parma. 

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