Blitz nella 'casa della coca', il pusher aggredisce i poliziotti: arrestato 30enne

Dopo la segnalazione di alcuni cittadini gli agenti dell'Antidroga sono entrati nell'appartamento in zona ospedale: il giovane ha cercato di liberarsi della droga

Aveva trasformato un appartamento, nella zona dell'Ospedale Maggiore, in una vera e propria centrale dello spaccio di cocaina. Un giovane nigeriano di 30 anni, le cui iniziali sono O.J., era ospite da alcuni mesi di una coppia di cittadini ghanesi, che hanno un regolare contratto d'affitto. Il pusher ha usato la casa in cui era ospite come punto di riferimento per la sua attività di spaccio, che avveniva in alcune vie della città, in particolare in via dei Mille, in via Volturno e in via Emilia Ovest. Dopo alcune segnalazioni dei residenti della zona i polziotti della Squadra Mobile hanno avviato le indagini che hanno portato ad alcuni accertamenti. Nei pressi dell'abitazione infatti c'era un via vai di persone abbastanza anomalo: tra di loro il cittadino nigeriano, con alle spalle alcuni piccoli precedenti penali e al quale era stato negato lo status di rifugiato dalla Commissione territoriale.

Diversi clienti del nigeriano, sentiti dagli investigatori, hanno confermato che si rifornivano da lui di cocaina. Ieri mattina, martedì 13 agosto, i poliziotti della Squadra Mobile hanno effettuato un blitz nell'abitazione: all'interno c'era il 30enne che ha cercato prima di scappare e poi di prendere un bicchiere, allo scopo di liberarsene. I poliziotti sono riusciti a fermarlo: il 30enne, a quel punto, ha iniziato a colpire violentemente gli agenti. Al termine di una colluttazione il pusher è stato ammanettato e tratto in arresto con le accuse di resistenza a pubblico ufficiale e spaccio di sostanze stupefacenti. Nel bicchiere c'erano 10 dosi di cocaina, circa 9 grammi: sono stati trovati anche due bilancini di precisione, 400 grammi di sostanza da taglio, materiale per il confenzionamento delle dosi e 385 euro in contanti, in banconote di piccolo taglio. Il 30enne si trova nelle camere di sicurezza della Questura in attesa del processo per direttissima che si terrà oggi, 14 agosto. 

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