Qualità dell'aria, sforamenti ridotti. Folli: "50 mila veicoli in meno"

Secondo i dati forniti nel bilancio tracciato da Comune e Arpa, è avvenuta una sostanziale riduzione del numero degli sforamenti confrontando i dati dello scorso anni. Grazie al divieto per gli euro 3 e gli euro meno veicoli nei giorni di blocco

Misure impopolari ma necessarie per contrastare un problema di difficile risoluzione. Così l'assessore all'Ambiente Folli traccia un bilancio dei risultati raggiunti a seguito delle misure prese per contrastare gli sforamenti di inquinamento ambientale attraverso i blocchi del traffico del giovedì e della domenica e l'ordinanza di riduzione di un grado del riscaldamento e la chiusura delle porte di ingresso dei negozi.

BILANCIO COMUNE E ARPA - Secondo i dati forniti nel bilancio tracciato da Comune e Arpa, è avvenuta una sostanziale riduzione del numero degli sforamenti confrontando i dati del gennaio-marzo 2012 e lo stesso periodo del 2013. Un esempio, gli sforamenti in via Montebello sono stati 70 lo scorso anno e 29 quest'anno. Rispetto a quanto stabilito dalle ordinanze, sono stati solo due i giovedì di deroga al blocco del traffico, a causa della neve, con l'istituzione di una giornata di blocco straordinario domenicale a causa del superamento dei limiti per 7 giorni consecutivi.

Una intensificazione del divieto al transito con l'estensione anche ai veicoli euro 3 ed euro 4 ha portato buoni risultati, secondo quanto sottolineato da Folli, che parla di 50.000 veicoli in meno nella circolazione nei giorni di blocco. Gli euro 3 e euro 4 sono in città circa 35mila, Folli ha sottolineato come però la loro classificazione sia corretta solo sui lunghi tragitti mentre in quelli brevi in città l'inquinamento prodotto è paragonabile a quello di un veicolo euro 2. Dati solo parzialmente confortanti quelli relativi a una riduzione degli sforamenti perchè determinata in parte anche da fenomeni di alta piovosità, come sottolineato da Eriberto De Munari, Arpa.

"Se da un verso le condizioni metereologiche incidono significativamente sulle situazioni di inquinamento acuto, soprattutto per il Pm10, per gli inquinanti primari come il benzene anche la minima riduzione delle emissioni è efficacemente rilevata dalle stazioni di misura", sottolinea De Munari. Accento posto sulla difficoltà di avere un quadro efficace della situazione in atto, possibile solo analizzando un periodo di tempo che va dai 5 ai 10 anni".

"Ridurre le emissioni da parte dei principali fattori di inquinamento come il traffico veicolare e il riscaldamento gli obiettivi a cui continuare a pensare, sottolinea De Munari, che ricorda anche l'importanza, nel caso del riscaldamento, della tipologia di combustibili scelti e della relativa modalità di combustione, fattori che potenzialmente possono risultare molto incisivi sull'ambiente. "Sarebbe opportuno pensare anche a misure di cambiamento per adottare modalità di riscaldamento domestico che portino a un risparmio economico e a un minore impatto sull'ambiente, in particolar modo per alcuni edifici del centro storico, ma per ora è fondamentale proseguire con una sensibilizzazione dei cittadini".

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LETTERA SU INCENERITORE DI VITO GAMBERALE - Un commento dell'assessore Folli anche sulla questione Inceneritore a seguito delle polemiche per il contenuto della lettera del 22 febbraio 2013 a firma di Vito Gamberale, pubblicata in esclusiva da ilfattoquotidiano.it. L'amministratore delegato Fondi Italiani Infrastrutture, pronto all'acquisizione del 49% di Iren Ambiente ha espresso dubbi circa la situazione legale in atto sul cantiere e nella lettera ha parlato di uno stop all'investimento. "Il fatto che un investitore istituzionale faccia marcia indietro per possibili sviluppi della magistratura è un altro elemento di preoccupazione. Chiederemo un'interrogazione parlamentare per portare a una maggiore attenzione la situazione in atto". Riguardo al bando per il trattamento del residuo biologico e il trattamento dei rifiuti in modo alternativo Folli ha reso noto che sono arrivate al momento 3 offerte e che la settimana prossima, con la chiusura del bando, inizieranno le relative valutazioni. "Ci sarebbero costi decisamente inferiori per il trattamento dei rifiuti, le aziende devono investire su queste tecnologie e non su quelle dell'inceneritore che ha problematiche in corso di valutazione anche dalla magistratura. Non bisogna sempre aspettare che siano gli altri a fare le cose, il Comune di Parma può essere un buon laboratorio per tecnologie alternative per il trattamento dei rifiuti".

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