Blocchi del traffico: la lettera di protesta di Ascom

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

Egr. Sig.ri, è direttamente dagli uffici comunali preposti e senza aver avuto alcuna preventiva consultazione ufficiale da parte degli Assessorati competenti, che veniamo a conoscenza del  “Provvedimento straordinario per il contenimento dell’inquinamento atmosferico” (ordinanza num 166289 del 13/9/13) con il quale il Comune di Parma, non solo per il periodo 2013/2014 ma anche per l’anno 2014/2015, conferma le estensioni delle limitazioni al traffico già introdotte nel 2012. In particolare, ampliando, ancora una volta, il divieto di circolazione ai veicoli euro 4 ed euro 3 con filtro antiparticolato ed impedendo così la circolazione alla maggioranza dei veicoli che si muovono  in città. 

Ci preme ricordare come questo provvedimento fu oggetto di forti contestazioni già a partire dallo scorso novembre quando centinaia di commercianti si ritrovarono sotto i Portici del Grano per consegnare a Lei Sig. Sindaco un documento sottoscritto da circa 800 aziende del centro  in cui veniva espressa la generale contrarietà ad inutili blocchi del traffico e al grave danno che essi avrebbero comportato. Simili provvedimenti dimostrano quindi come questa Amministrazione non abbia  la benché minima considerazione della grave situazione in cui versa il nostro centro storico nonché dei danni economici registrati dalle stesse attività in esso ubicate che non più tardi di qualche giorno fa denunciavano pubblicamente sulla Gazzetta di Parma, tra le principali cause dei cali di fatturato, proprio l’impossibilità per la clientela di accedere al centro.

Allo stesso tempo è ancor più incredibile dover constatare come un’Amministrazione Comunale, come quella da Lei rappresentata, che fa della trasparenza il proprio cavallo di battaglia e che nel programma elettorale dichiarava “La nostra visione di Parma è di una città che deve riportare i suoi abitanti a fare acquisti nelle attività locali creando un circolo virtuoso che genererà benefici per tutta la popolazione. L’obiettivo dell’amministrazione comunale deve quindi essere quello di favorire il commercio locale attraverso i centri commerciali naturali”, al contrario stia oggi attuando misure a solo danno delle attività del centro.

Ci stupisce inoltre constatare come la stessa Amministrazione non abbia tenuto conto dei dati oggettivi forniti dall’Arpa che dimostrano come i livelli di PM10 siano sostanzialmente influenzati da particolari condizioni meteo e non dai provvedimenti di blocco del traffico e come, dal 1 gennaio 2013 ad oggi, Parma si sia classificata al penultimo posto in termini di numero di sforamenti di PM10.  Nessuno pretende che il Comune di Parma deroghi dall’Accordo imposto dalla Regione Emilia Romagna, tuttavia quel che si chiede è che vi si attenga come fatto dalle altre città capoluogo dell’Emilia Romagna, le quali (ad esclusione di Rimini) senza impedire la circolazione ai veicoli Euro 3 ed Euro 4, ma adeguandosi a quanto previsto dall’Accordo Regionale, hanno ottenuto performance migliori della nostra città.

Numero sforamenti per comune capoluogo PM 10
da gennaio a ad oggi

Piacenza

16 sforamenti

Ravenna

23 sforamenti

Modena

24 sforamenti

Forlì Cesena

24 sforamenti

Ferrara

24 sforamenti

Reggio Emilia

27 sforamenti

Bologna

33 sforamenti

Parma

34 sforamenti

Rimini

40 sforamenti

Ci chiediamo quindi perché inasprire il provvedimento limitando alla circolazione la quasi totalità delle auto esistenti ed estendendo l’area di limitazione al traffico, nelle domeniche ecologiche, anche nella zona compresa dalle tangenziali, impedendo così l’accesso ai principali parcheggi di servizio al centro (Toschi, Goito ecc) e andando ben oltre il disposto regionale.

La nostra Associazione continuerà ad attuare tutte le possibili azioni sindacali e legali a tutela delle aziende rappresentate.
Se sbagliare è umano e perseverare è diabolico, continuare ad accanirsi sulle stesse errate convinzioni è perverso.

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