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Cronaca Centro / Piazza Giuseppe Garibaldi

Casa, presidio in Piazza Garibaldi: "Prefetto, blocchi gli sfratti!"

A Firenze è stato fatto. A Parma ancora no. Ma la situazione è emergenziale. Più di 700 sfratti esecutivi nel 2012. La Rete Diritti in Casa torna a chiedere il blocco degli sfratti: "Tutelare i piccoli proprietari"

A Firenze è stato fatto. A Parma ancora no. Ma la situazione è emergenziale. La città torna a chiedere il blocco degli sfratti al Prefetto, l'unico che avrebbe il potere di stabilirlo. Oggi, venerdì 16 novembre alle 17.30 gli attivisti della Rete Diritti in Casa, che periodicamente portano alla luce della città casi di famiglie sfrattate per morosità incolpevole e che si trovano in situazioni critiche, saranno in Piazza Garibaldi per un presidio per chiedere il blocco degli sfratti.

"PREFETTO, CI VUOLE CORAGGIO". "E’ il momento, signor prefetto -afferma la Rete Diritti in Casa- di fare scelte coraggiose, bloccare gli sfratti a Parma è un atto di responsabilità e di umanità; è una necessità che oltretutto permetterebbe all’amministrazione di ristrutturare e reperire gli alloggi attualmente insufficienti. Questo coraggio, signor prefetto non è mancato a Firenze, dove le istituzioni hanno sospeso questo stesso anno gli sfratti per tre mesi, forse troppo pochi, ma è un segnale importante. Lo stesso segnale che sta aspettando ora la città, quella parte di città fatta di persone più povere senza nessuna colpa. E’ il momento di convocare un tavolo sull’emergenza casa, valutare insieme al blocco degli sfratti la tutela per i piccoli proprietari dando la priorità a sospendere l’esecuzione laddove i proprietari invece posseggono molte case".


700 SFRATTI NEL 2012. L'emergenza è reale: sono più di 700 gli sfratti esecutivi nel 2012 e molti i casi di persone in strada o che trovano riparo in edifici abbandonati. Nei prossimi mesi il freddo si farà sentire e Parma sarà chiamata ad affrontare un'altra emergenza.  "Valutare inoltre -proseguono gli attivisti- di requisire tutti gli immobili sfitti da anni che consentirebbero di incrementare il patrimonio residenziale pubblico senza dover edificare ancora, cementificando un territorio già altamente martoriato, a vantaggio di pochi speculatori. Valutare infine le misure di pressione fiscale verso chi mantiene più case sfitte, in attesa, ci auguriamo, di veder modificata l’attuale legge che regola in modo del tutto ingiusto il mercato degli affitti".

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