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Blom, 28 licenziati. Presidio sotto l'Upi: "Anni di esperienza buttati"

Un presidio di protesta quello organizzato da una delegazione di dipendenti della Blom davanti alla sede dell'Upi in attresa dell'incontro tra rappresentanze sindacali e vertici

Una volontà di tagliare tout court i posti di lavoro di 28 persone a cui potrebbero seguirne altri, una preoccupazione crescente per una scelta che sembra irrevocabile dai vertici quella che tocca da vicino i dipendenti della Blom Cgr spa. La compagnia, che si occupa di riprese aeree e ha sede nell'aeroporto Verdi di Parma, ha circa 98 dipendenti e fa parte di una multinazionale norvegese leader nel settore della fotogrammetria e del telerilevamento e nel mondo conta circa 800 dipendenti.

28 DIPENDENTI A CASA. Dopo la decisione di avviare una ristrutturazione che comporterà la delocalizzazione in Romania e Indonesia di alcune attività e dopo la notizia del licenziamento di 28 dipendenti, la decisione di indire un presidio di protesta per tutta la mattina davanti alla sede dell'UPI, durante l'incontro con le rappresentanze di lavoratori e sindacati, rsu e Slc Cgil. "Con questo presidio – sottolinea uno dei lavoratori - stiamo cercando di far si che la scomparsa di quello che secondo noi è un comparto produttivo importante non avvenga nel silenzio più assoluto, non facciamo parte del ramo industria, subiamo anche lo smacco di non avere una forte rappresentanza. Siamo nel settore comunicazione e scompariamo senza che nessuno ne venga a conoscenza"

'ANNI DI ESPERIENZA BUTTATI'. Un bagaglio di competenze dal peso importante, secondo quanto sottolineato nel corso del presidio: "Ciò che non si sta tenendo in considerazione è che questa è un'azienda con persone che hanno maturato una competenza di quarant'anni, esperienze difficili da trasferire all'estero, tanto più se si pensa ai pregressi dell'azienda, prima dell'acquisizione dalla multinazionale era la più grande azienda della fotogrammetria italiana, un punto di riferimento amministrativo centrale, perchè poteva usufruire di competenze e strumentazioni che erano e sono all'avanguardia.

E' l'ennesima storia italiana per cui settori spariscono dalla realtà produttiva italiana spariscono per essere trasferiti all'estero con uno scadimento della qualità". Tra gli effetti dei licenziamenti, l'aggravante della discriminazione femminile, secondo quanto messo in evidenza nel corso della protesta: "A fronte già di una presenza minima delle donne all'interno dell'azienda, siamo davanti a una penalizzazione ulteriore. Un depauperamento della produttività a scapito delle figure più deboli, in un periodo in cui non è facile trovare un'alternativa, soprattutto per le donne". La speranza per i dipendenti è che l'incontro in atto porti a un almeno parziale rientro degli esuberi annunciati, eventualmente con l'accettazione di proposte alternative che potrebbero essere manifestate. 

GUARDA IL VIDEO DEL PRESIDIO

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