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Borgotaro: sei arresti per spaccio di stupefacenti. Gli accusati si rifornivano anche a Genova

Arrestati dai Carabinieri di Borgotaro, intercettato per mesi, avevano molti clienti e chiamavano la cocaina "birra" o "sigaretta" credendo di non farsi capire

Comunicavano con i clienti attraverso schede telefoniche intestate a persone inesistenti o a stranieri ignari, chiamavano la cocaina "birra" o "sigaretta" per dissimulare i controlli. Sono stati arrestati dalla Compagnia dei Carabinieri di Borgotaro con l'accusa di spaccio di sostanze stupefacenti sei uomini di origine albanese. Si tratta di B. R., 30 anni residente a Genova e senza precedenti, B. D., 34 anni domiciliato a Parma, C. X., 25 anni residente a Medesano, J. E., 27 anni residente a Borgotaro e già agli arresti per questioni legate allo spaccio, I. G., 39 anni residente Borgotaro e R. A., 28 anni anche lui residente a Borgotaro. Gli ultimi cinque arrestati avevano già precedenti e apparentemente vivevano di lavoretti saltuari. Segnalati nell'operazione 43 assuntori di sostanze stupefacenti, residenti in varie zone della provincia di Parma, principalmente giovani sotto i 30 anni, un paio insospettabili.

L'indagine é partita nei primi mesi del 2014, quando per un altro fatto legato a reati contro il patrimonio, venne perquisita la casa di un giovane di Albareto residente a Fidenza. In quell'occasione i militari scoprirono 207 grammi di cocaina di cui il giovane era probabilmente solo il custode. Da lì sono iniziati gli accertamenti, le intercettazioni telefoniche. Sotto controllo dei Carabinieri 30 utenze per un totale di 17.824 conversazioni e 950 ore di lavoro. 

Gli arrestati agivano come dei commercianti, slegati tra di loro, cercavano di comprare dal migliore offerente ma si rifornivano principalmente da B. R. a Genova. Le attività illecite andavano avanti da giugno del 2010.  Mentre B. D. spacciava principalmente nella zona di via Venezia a Parma, gli altri avevano come base Borgotaro. Uno di loro, R. A., aveva temuto di essere scoperto dopo la perquisizione domiciliare del giovane di Albareto, al quale secondo i Carabinieri aveva ceduto la droga in combutta con I. G., ed era fuggito in Albania lasciando campo libero a J. E., diventato unico gestore dello spaccio di cocaina a Borgotaro. 

Quest'ultimo aveva acquistato anche da C. X., che da Medesano si era recato a Borgotaro per minacciarlo e recuperare il denaro per una partita di cocaina mai saldata. Da qui all'accusa per spaccio si é aggiunta quella di tentata estorsione. Infine il 6 giugno di un anno fa J. E. era stato bloccato a Borgotaro con 104 grammi di cocaina, di ritorno da Genova, dove si era recato in treno per l'acquisto.  

Arrivata a fine estate 2014 la fine delle indagini, con l'informativa da parte dei Carabinieri al PM Giuseppe Amara, in questi giorni il GIP Cristina Sarli ha dato il via al provvedimento restrittivo da lui richiesto. Quaranta militari e un'unità cinofila hanno così arrestato i sei uomini e hanno soprannominato l'operazione Orlando dal nome di uno degli acquirenti, tra i primi ad essere intercettato.

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