Quintavalla (Aer): "L'unica colpa dei lavoratori bormioli è di lottare per i loro diritti"

L'obiettivo è quello di creare una forza-lavoro docile, ricattabile, flessibile, senza diritti e tutele, né la volontà di battersi per difenderli o conquistarli, e di mettere in ginocchio il mondo del lavoro, umiliarlo, dividerlo, isolarlo.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

Esprimiamo piena solidarietà ai lavoratori della Bormioli Rocco di Fidenza, sgomberati dalla polizia  che, in tenuta anti-sommossa e tanto di scudi e manganelli, li ha portati in Questura, insieme con attivisti accorsi in loro solidarietà, dove sono in stato di fermo.

Quale la colpa dei facchini della Bormioli? Di lottare per ottenere migliori condizioni di lavoro, rispetto a quelle imposte dalla nuova cooperativa, che non voleva riconoscere l'inquadramento nel quarto livello e l'anzianità di servizio maturata, condizioni accordate  dalla precedente cooperativa e non previste nell'accordo firmato dalle Confederazioni sindacali.

La protesta dei lavoratori della logistica, ormai in lotta da prima di Natale, e culminata nella decisione di effettuare picchetti davanti alla fabbrica con blocchi ai cancelli, rappresenta un esempio di forte determinazione, che deve costituire un precedente importante per tutte le altre vertenze che sono in atto nella nostra provincia.

L'episodio odierno è ormai l'ultimo di una lunga serie di interventi repressivi delle forze dell'ordine, che in ossequio agli interessi della parte imprenditoriale, alla quale è subordinato il governo Renzi, rientra nel più vasto piano di totale e definitiva cancellazione delle conquiste raggiunte dal mondo del lavoro. 

L'obiettivo è quello appunto di creare una forza-lavoro docile, ricattabile, flessibile, senza diritti e tutele, né la volontà di battersi per difenderli o conquistarli, e di mettere in ginocchio il mondo del lavoro, umiliarlo, dividerlo, isolarlo. 

Anche a  Parma, dove i lavoratori stanno rispondendo alle minacce di chiusura e di licenziamento con lotte forti e significative, è evidentemente necessario ricorrere alla loro repressione per impedire che possano costituire un limite alla rapacità del grande capitale. 

L'Altra Emilia-Romagna ritiene che debba essere tutelato e difeso il diritto dei lavoratori di battersi in difesa dei loro bisogni e per conquistare condizioni di vita e di lavoro migliori. Comunica pertanto che presenterà un'interrogazione in Consiglio regionale sulla repressione della lotta dei facchini della Bormioli Rocco di Fidenza e degli attivisti di Art-lab e Rete diritti in casa.

Cristina Quintavalla

L'Altra Emilia-Romagna
 

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