Carcere: 10 borse di studio da 1000 euro per i detenuti di via Burla

Un accordo tra Provincia, Comune, Università, Opera Pia Ss. Trinità, Fondazione Mario Tommasini e Caritas diocesana che permetterà a 10 detenuti del carcere di via Burla di usufruire di altrettante borse di studio annuali del valore di 1.000 euro ciascuna

Permettere anche ai detenuti di potersi laureare, in modo che possano proseguire nella propria formazione, coltivare gli interessi personali, accrescere la cultura e reinserirsi più facilmente all’interno della società civile, una volta scontata la pena. È questo l’obiettivo del protocollo siglato questa mattina nell’Ente di piazza della Pace da Provincia, Comune di Parma, Opera Pia Ss. Trinità, Fondazione Mario Tommasini e Caritas diocesana di Parma, che metteranno a disposizione ciascuno 2mila euro, e l’Università degli studi di Parma: un accordo che permetterà a 10 detenuti del carcere di via Burla di usufruire  di altrettante borse di studio annuali, del valore di 1.000 euro ciascuna.

"Con questa iniziativa si apre finalmente uno dei possibili dialoghi tra il territorio e il carcere, andando a sostenere quei detenuti che hanno deciso di studiare e che probabilmente hanno fatto una scelta diametralmente opposta alla loro vita precedente - ha detto l’assessore provinciale alle Politiche sociali Marcella Saccani -. Grazie alle borse di studio aiuteremo queste persone ad avere una speranza per un futuro diverso".

"Non è raro avere detenuti che frequentano i corsi universitari ma questa iniziativa aggiunge qualcosa in più: offre una cornice istituzionale a un rapporto individuale che esiste tra studente detenuto e università – ha affermato il rettore dell’Università di Parma Gino Ferretti -. Un atto concreto che istituzioni, università e associazioni danno a queste persone: un atto che speriamo rappresenti un contributo importante per la loro vita".
"I 10mila euro complessivi saranno girati all’Università, che aprirà un bando per trovare i 10 studenti più meritevoli – ha spiegato l’assessore al Welfare del Comune di Parma Laura Rossi -. I finanziamenti potranno essere utilizzati nell’anno 2013/2014 per coprire le spese di iscrizione, acquistare materiale didattico, e per ogni altro costo sostenuto dallo studente che sia inerente al percorso di studio".

Gli studenti detenuti potranno così contare su un appoggio economico importante, che si aggiunge all’aiuto prezioso di tanti volontari che fanno da tramite tra il carcere e l’Università. "Questa idea è nata dalla Rete carcere, composta da una quarantina di volontari, per cercare di aiutare una ventina di detenuti che stanno facendo un percorso di recupero attraverso lo studio", ha sottolineato il volontario Luigi Menozzi. Diverse le facoltà dell’Università di Parma a cui sono iscritti i detenuti: da matematica a biologia, da lettere a scienze gastronomiche, da ingegneria informatica a beni artistici, da economia a veterinaria.

Ciascuna realtà coinvolta ha deciso di intitolare le proprie borse di studio a persone che si siano distinte nel proprio campo in tema di educazione, legalità, giustizia sociale, tutela dei detenuti e dei più deboli. In particolare, le due borse di studio messe a disposizione dalla Provincia saranno intitolate a Angelo Vassallo, il sindaco di Pollica ucciso dalla mafia che, ha osservato Saccani, "vuole essere un simbolo di un uomo che ha fatto scelte coraggiose"; quelle del Comune a Filippo Linati, il conte che nel 1800 si era impegnato ad aiutare le persone in uscita dal carcere attraverso il lavoro; quelle della Fondazione Tommasini sono invece dedicate a Mario Tommasini, come ha sottolineato il presidente della Fondazione Bruno Rossi: "Tommasini ha dedicato la sua vita ad abbattere le catene di qualsiasi genere e non poteva mancare anche l’attenzione per i carcerati: portava infatti un gruppo di detenuti a fare lavori utili per la città".

Le due borse di studio della Caritas sono intitolate a Beata Maria Adorni, come ha spiegato Maria Cecilia Scaffardi direttrice della Caritas Diocesana di Parma: "Questo progetto è avvenuto in concomitanza con la beatificazione di Maria Adorni e volevamo che questo importante avvenimento lasciasse qualcosa di tangibile nella città. Una donna carismatica che già nell’800 entrava nel carcere femminile". Infine, le borse di studio dell’opera Pia sono intitolate a Giambattista Baiocchi, che è stato a lungo nel consiglio dell’associazione. "Abbiamo pensato di ricordarlo con questo importante progetto – ha detto il presidente dell’Opera Pia Ss. Trinità Mario Valla -. Un’iniziativa che speriamo permetta ai detenuti di avere più possibilità di reinserirsi nella vita civile".
 

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