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A 15 anni vittima di bullismo: "Ho vissuto un incubo, picchiata per il mio aspetto fisico" 

Il bullismo è uno dei fenomeni sociali che anche a Parma, oltre ad essere in aumento in maniera costante, caratterizzano la vita di tanti ragazzi e ragazzi giovani e giovanissimi, che frequentano gli istituti superiori della nostra città e che spesso ne sono vittima ma tengono tutto per sè, non lo raccontano agli adulti. Clara (nome di fantasia) un anno fa è stata picchiata dalle compagne di classe all'uscita dalla scuola, vittima di bullismo femminile. Il motivo? Sconosciuto, forse l'invidia per l'aspetto fisico, forse la semplice volontà di sopraffazione. 

Clara, raccontaci la tua esperienza: quando sono iniziate le prime prese in giro? "Frequentavo la seconda di un Istituto scolastico di Parma. Era quello che volevo fare, mi trovavo bene -almeno all'inizio- con tutti i miei compagni e le mie compagne di classe. Dopo i primi mesi dell'anno scolastico un gruppetto di ragazze mi ha preso di mira: non sopportava che mi guardassi nello specchietto durante le ore di lezione, che ci tenessi così al mio aspetto fisico.  Io non lo faccio per piacere a qualcuno ma perchè mi sento bene così: da piccola 'rubavo' i trucchi di mia madre e mi piaceva conciarmi e colorarmi il viso. Poi mi ha fatto imparare a truccarmi e dai 14 anni lo faccio, penso abbastanza bene. 

Quali sono stati primi episodi di bullismo nei tuoi confronti? "In classe un volta quelle ragazze mi hanno preso il cellulare e me lo hanno buttato nel gabinetto, un'altra volta mi hanno graffiato, facendo finta che fosse tutto successo per caso. Io non ho mai avuto la forza di reagire a questi piccoli soprusi e forse anche per questo che si è verificata la situazione più grave. Quelle quattro ragazze mi seguivano quando uscivo da scuola,  mi prendevano in giro continuamente, anche fuori dalla scuola. Un giorno, all'uscita, mi hanno sferrato calci e pugni all'improvviso: non sono riuscita a rendermene conto, mi hanno anche tirato i capelli. E' stato un gesto di sfida, forse. 

Come hai reagito all'episodio, i tuoi genitori cos'hanno detto? "Mi sono messa a piagere e mi sento stupida per averlo fatto. A casa ho avvertito mia madre che è andata su tutte le furie, ha avvertito il preside, pretendeva di sapere chi fossero le ragazze che mi avevano aggredito, per me si è fatta in quattro. Ha bussato a tutte le porte, aperto tutti i varchi possibili" 

Tu, invece, come l'hai presa? "Sono stata chiusa in casa per due settimane, non uscivo e non andavo a scuola. Avevo paura, ho avvertito un senso di oppressione che non avevo mai avvertito prima. Un senso di impotenza: grazie anche alla vicinanza delle altre compagne e del preside mi sono ripresa e sono riuscita a tornare a scuola e a proseguire gli studi. Dovrebbero essere le stesse ragazze a rendersi conto di quello che hanno fatto e a smettere: invece, nonostante siano state sospese da scuola, non lo hanno ancora capito. Certe volte l'invidia può essere pericolosa". 

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