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'La buona Scuola', M5s: "Migliaia di precari rischiano di diventare i nuovi esodati"

Presentata una interrogazione a firma della capogruppo M5S in Regione Giulia Gibertoni: “La Giunta chieda di stralciare dal Ddl la parte relativa all’immissione in ruolo dei docenti. Sull’edilizia scolastica si fa sempre peggio: dal 2011 ad oggi i fondi messi a bilancio dalla Regione sono scesi da 27 ad appena 1 milione di euro"

Cercare di mitigare gli effetti devastanti che la riforma della scuola, ideata dal governo Renzi, potrebbe avere sulla qualità dell’insegnamento e sull’intero corpo docente. È quanto chiede Giulia Gibertoni, capogruppo M5S in Regione, attraverso una interrogazione rivolta alla Giunta. Nell’atto presentato dalla consigliera regionale la riforma della “Buona Scuola” viene bocciata nel suo impianto complessivo, soprattutto per quel che riguarda i nuovi poteri messi a disposizione dei dirigenti scolastici che potrebbero minare la libertà d’insegnamento oltre a trasformare la scuola in una vera e propria azienda.

“Nonostante gli altisonanti proclami sulla necessità di investire sui giovani e sulle immissioni in ruolo dei lavoratori precari della scuola, anche questo Governo prosegue il progetto di smantellamento dei diritti, del lavoro e del sistema pubblico di istruzione – scrive Giulia Gibertoni nella sua interrogazione – La libertà d’insegnamento non può essere messa a mercato e non può essere sottoposta a premialità. Le stabilizzazioni possono e devono essere fatte con un decreto urgente, ma per le materie relative al rapporto di lavoro (salario, professione, carriera, orario) è necessario riaprire la normale contrattazione tra le parti. Migliaia di precari, solo nella nostra regione, rischiano di diventare i nuovi esodati”. Riforma bocciata anche sul fronte trasparenza e partecipazione.

“Le centinaia di pagine del provvedimento la ‘Buona Scuola’ sono servite a confondere le idee, mentre, l’intento vero di questo Governo è quella di privilegiare il privato a scapito del pubblico nell’educazione e nella formazione – aggiunge la capogruppo M5S - La tanto decantata partecipazione si è risolta, nei fatti, ad una sterile operazione di marketing unilaterale senza ascolto vero o ricezione di proposte correttive o alternative, estesa, con falsa democrazia, ad un grande numero di soggetti, che hanno così consentito di diluire così gli interventi competenti e specifici”.

Per questo nell’interrogazione presentata Gibertoni chiede se la Giunta non intenda “chiedere al Governo di stralciare dal DDL la parte relativa all’immissione di ruolo, dando ad essa la corsia preferenziale del decreto d’urgenza così da garantire la stabilizzazione del personale e il corretto e tranquillo avvio dell’anno scolastico 2015/2016, oltre a chiedere l’apertura dei consueti tavoli di trattativa tra le parti per costruire un reale processo condiviso sul futuro del corpo docente”.

“Purtroppo l’attenzione che questo Governo riserva alla scuola è davvero misera – conclude la capogruppo M5S – Basti pensare che nel bilancio 2015 della nostra Regione la risorse messe a disposizione per l’istruzione sono appena di 302 milioni su un totale complessivo di poco più di 17 miliardi di euro: in pratica l’1,7% del totale. Di questi, la parte destinata all’edilizia scolastica, vero tallone d’Achille non solo emiliano-romagnolo, ammonta a 1 milione di euro, mentre nel 2010 erano 27 milioni. Il che significa azzerare del tutto una voce del bilancio che dovrebbe essere importantissima. Ecco perché, invece che avventurarsi in una riforma così devastante, il Governo dovrebbe pensare a come aumentare i fondi per l’istruzione da mettere a disposizione delle Regioni”.

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