Calciatore 14enne pestato in campo, parla il presidente: "Davanti a episodi cosi gravi le partite vanno sospese"

Franco Alzapiedi a Parmatoday: dopo l'episodio di violenza ha ritirato il Vicofertile dal campo

“Questi episodi si verificano una volta sì e una no sui nostri campetti. Stavolta non è stata colpa dei genitori, l’episodio violento ha riguardato tre ragazzi in campo. Basta, ne ho abbastanza”. Franco Alzapiedi è il presidente del Vicofertile, dopo un episodio che ha coinvolto direttamente un suo tesserato, ha ritirato la squadra dal campo. Un messaggio chiaro, alla luce dell’ennesimo episodio di violenza che sta galoppando incontrastata sui campi di provincia, dove i riflettori sono spesso abbassati e si accendono solo quando succedono queste cose. Un ragazzo di 14 anni è stato colpito prima da un pugno poi da un altro, sferratogli in testa da un coetaneo che con l’aiuto di un altro giovane si è scagliato sul 14enne durante uno scontro di gioco. Quella che poteva sembrare una normale azione di gioco si è trasformata in un duello culminato con l’aggressione al giocatore del Vicofertile che ha riportato traumi e difficoltà respiratorie. Portato al Pronto Soccorso dagli uomini del 118, adesso si è ripreso ma i genitori assicurano che sia rimasto a lungo sotto shock. Tanto che i dirigenti dello Sporting hanno provato a contattare la famiglia per parlare con il ragazzo e scusarsi, il minimo, senza riuscirci perché i genitori dell’aggredito hanno preferito lasciare in pace il giovane calciatore. 

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“La violenza di questo tipo non si tollera, non ha niente a che vedere con il calcio – spiega Alzapiedi ai nostri microfoni -. Questo gesto non ha nessun messaggio positivo perché se dei ragazzini che si trovano per giocare a calcio si menano, indipendentemente che siano del Vicofertile o di un'altra squadra, di educativo e positivo non c'è nulla. Dal prossimo sabato si faranno due chiacchiere prima della partita, magari utilizzando il megafono, prima della gara per dire di stare tutti tranquilli altrimenti si sospende la partita. Se serve prenderemo accordi con l'arbitro per stabilire che, nel caso in campo o in tribuna qualcuno esageri, si sospende per qualche minuto. Questa volta l’ho presa veramente male perché quando è il pubblico esterno non ci si può fare niente, se invece sono i ragazzi siamo coinvolti direttamente. Che messaggio diamo? Io ho voluto ritirare la squadra. Il messaggio per noi e per le altre società deve essere chiaro: i punti sono importanti per la classifica ma non per lo sport. Lo sport deve formare i ragazzi che ultimamente sono un po’ esasperati dal fatto che genitori e pubblico continuano a gridare”.

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