Calciopoli, Baraldi e Minotti in aula: "Giraudo voleva farci retrocedere"

L'ex dg ha confermato anche la partecipazione a una cena a casa dell'allora patron del Parma Calisto Tanzi su invito di Arrigo Sacchi alla quale presero parte anche i designatori arbitrali Bergamo e Pairetto

E' stata dedicata agli interrogatori di cinque dei nove testimoni citati dai pubblici ministeri l'udienza del processo di Calciopoli ripreso oggi davanti alla nona sezione del Tribunale di Napoli. Tra i testi che hanno deposto in aula gli ex dirigenti del Parma Luca Baraldi e Lorenzo Minotti e l'ex presidente del Napoli Giorgio Corbelli. La prossima udienza, il 15 marzo, dovrebbero essere sentiti, sempre in qualità di testimoni, Gianfelice Facchetti, il presidente del Palermo Maurizio Zamparini, e l'ex arbitro Danilo Nucini. Tutti furono ascoltati in qualità di persone informate dei fatti dai pm Giuseppe Narducci e Stefano Capuano lo scorso anno quando il processo era già in corso. I pm hanno ritenuto che le loro dichiarazioni rafforzino o integrino gli elementi di accusa a carico degli imputati e dell'ex dg della Juventus Luciano Moggi.

In realtà oggi le deposizioni, in alcuni casi, sono apparse più attenuate rispetto a quelle rese nei mesi scorsi ai pm, tanto che il pm Capuano ha più volte formulato contestazioni sottolineando le parziale diversità delle dichiarazioni fatte davanti al Tribunale. I primi testi chiamati a deporre sono stati Baraldi e Minotti. Argomento centrale, i dissapori intercorsi tra i dirigenti della società emiliana e i vertici juventini, Giraudo e Moggi, riguardanti la trattativa per la cessione dell'attaccante Di Vaio ai bianconeri.

Secondo le precedenti dichiarazioni, nel corso di un concitato colloquio con i due dirigenti juventini, dopo che i parmensi temendo il mancato rispetto degli accordi prospettarono di depositare in Lega una scrittura privata sottoscritta nei mesi precedenti tra Moggi e l'ex dirigente del Parma Arrigio Sacchi, Giraudo avrebbe adoperato toni minacciosi affermando che il Parma sarebbe retrocesso. Baraldi ha ricordato che Giraudo "manifestò il desiderio di farci retrocedere, ma le parole esatte non le ricordo", ha aggiunto. Giraudo avrebbe prospettato insomma "anche conseguenze di tipo sportivo che io intesi come ipotesi di farci retrocedere". Rispondendo poi alle domande della difesa, Baraldi ha confermato di aver partecipato a una cena a casa del patron del Parma Calisto Tanzi su invito di Sacchi alla quale presero parte anche i designatori arbitrali Bergamo e Pairetto. Anche Minotti ha ricordato quel colloquio affermando che Giraudo in quella circostanza disse che i rapporti tra le due società erano da considerarsi ormai chiusi.

Dal canto suo, Corbelli ha ricordato di aver conosciuto Moggi quando assunse la presidenza del Napoli: il dirigente bianconero gli fu presentato da Corrado Ferlaino e durante un incontro Moggi avrebbe suggerito di assumere Zeman come allenatore del Napoli. Corbelli, che ha avuto parole di stima per Moggi, ha inoltre sottolineato che in quel periodo, con Alessandro Moggi (figlio di Luciano) diventato intanto consulente di mercato del Napoli, la società azzurra acquistò diversi giocatori dalla Juve, come Amoruso, Pecchia, Baccin nonché Fresi "passato prima a Bologna, società legata a Luciano Moggi, e che finì la carriera alla Juve", mettendo l'accento sulle presunte responsabilità di Fresi nella retrocessione del Napoli ("lo dichiarai e non sono mai stato querelato").

Si è poi tornato a parlare delle schede segrete che sarebbero state fornite agli arbitri. Un investigatore dei carabinieri ha riferito in particolare di due utenze, che sarebbero state fornite a Nucini dall'ex ds del Messina Mariano Fabiani, ritenuto vicino a Moggi. L'investigatore ha spiegato che le schede furono acquistate a Napoli, in un centro Tim di via Posillipo, e risultavano intestate a Francesco Bresciano. Quest'ultimo, un docente universitario, in aula ha confermato che quelle schede non sono mai state acquistate né sono mai state in uso a lui né ai suoi familiari.

L'udienza si è chiusa con la testimonianza del giornalista del Corriere della Sera Fabio Monti. Il giornalista si è soffermato sui colloqui avuti con Giacinto Facchetti durante i quali il dirigente nerazzurro sosteneva di aver intuito l'esistenza di "una situazione anomala nella conduzione delle designazioni e dalla decisioni prese in campo e fuori". Facchetti, secondo Monti, era convinto che esisteva un "sistema Moggi anche a prescindere dalla Juve della cui forza non dubitava". Facchetti "voleva capire se Nucini (l'arbitro che gli avrebbe parlato dell'esistenza del sistema illecito, ndr) aveva intenzione di vuotare il sacco". Durante la deposizione di Monti, l'ex designatore Paolo Bergamo ha vivacemente protestato venendo allontanato dall'aula dal presidente Teresa Casoria.

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