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I boss della camorra, Pasquale e Michele Zagaria

I boss della camorra, Pasquale e Michele Zagaria

Camorra: arrestato Pasquale Zagaria, il boss che cementificò Parma

Il fratello del capoclan Michele Zagaria, nel 2001 aveva sposato Francesca Linetti figliastra del costruttore parmigiano Aldo Bazzini. E Parma era diventato uno dei centri economici del clan

L'ARRESTO
Sette ordinanze di custodia cautelare sono state eseguite nei confronti di esponenti di primo piano del clan dei Casalesi, in particolare della fazione che fa capo al latitante Michele Zagaria. Destinatari dei provvedimenti sono, tra gli altri, i fratelli del boss Pasquale e Carmine, il cugino Pasquale Fontana e l'attuale reggente del gruppo, Michele Fontana. Le indagini si sono avvalse delle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Nicola Cangiano; quest'ultimo ha riferito, tra l'altro, di una riunione tra il killer Giuseppe Setola, il figlio di "Sandokan", Nicola Schiavone, e il capoclan Antonio Iovine, all'epoca latitante e oggi detenuto, in cui si decise di attentare alla vita di alcuni magistrati. Pasquale e Carmine Zagaria hanno ricevuto il provvedimento di custodia cautelare in carcere, dove sono già detenuti per altri motivi.

Nel mirino dei Casalesi c'erano in particolare i pm Catello Maresca, Cesare Sirignano, Alessandro Milita e Franco Roberti, oggi procuratore di Salerno. Tra le ipotesi delittuose contestate si rileva anche l'estorsione, ammonante a circa 450.000 euro, in danno di un imprenditore edile casertano per la costruzione di uno dei centri commerciali più grandi della grandi della provincia di Caserta, il Centro commerciale Campania. I provvedimenti sono stati eseguiti dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato e dalle Squadre Mobili di Caserta e di Napoli.

PASQUALE ZAGARIA A PARMA
Pasquale Zagaria, detto 'Bin Laden', fratello del capoclan latitante Michele, è considerata la "mente economica" dei Casalesi. Nei primi anni 2000, il clan riesce ad entrare nella gestione degli appalti che partono dal Ministero per le Infrastrutture (a cui capo allora vie era il ministro parmigiano Lunardi) e, attraverso Parma, arrivano alle ditte indicate dai Casalesi. Nel 2009 vengono sequestrati beni immobili per oltre 20 milioni di euro, molti dei quali a Parma, intestati ad Aldo Bazzini, Francesca Linetti e allo stesso Pasquale Zagaria.

L'INCONTRO TRA ZAGARIA, BERNINI E BAZZINI
"Registrazioni e interrogatori hanno invece ricostruito il summit tra Bernini e Zagaria. L'anno è il 2003, il momento d'oro del programma di grandi opere promesso dal Cavaliere nel contratto con gli italiani e affidato all'ingegner Lunardi. Il luogo è un distinto albergo romano, con ristorante esclusivo e sala riunioni. Al tavolo siedono in quattro. Un costruttore di Parma, Aldo Bazzini, titolare di un gruppo di società ispirate dalla storia ducale: una è persino intitolata a Stendhal. C'è poi un agente immobiliare della stessa città, Alfredo Stocchi, con un passato di assessore socialista e una trentennale esperienza nelle pratiche urbanistiche della zona. C'è poi Pasquale Zagaria, la mente economica dei Casalesi: modi bruschi e abiti firmati, l'accento inconfondibile della sua terra e le mani grandi di chi viene dai cantieri. E c'è infine il presidente del consiglio comunale e consulente del ministro" (FONTE: L'Espresso, 7 giugno 2007).

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